domenica, aprile 20, 2008

14.000 sigarette

1)

 

Scrivo la parola
Finestra.


Scrivo 1335 poesie
Una storia di omicidi
Di prosa chiarissima
Senza assassino.


Scrivo un saggio sul principio di tutte le cose
Scrivo la Divina Commedia
Raduno nuovi vangeli
Pescandone da i molti che ancora
Tirano fuori dalle grotte del mar rosso
E intanto:


Dita Von Teese si immerge in un calice da champagne
A New York
C’è uno che dice che se a scrivere queste esatte parole
Non fossi qui ma
In un bar a Lisbona
O fissando un’insegna lampeggiante a Dessau
Tutto questo significherebbe
Qualcosa di diverso;

Qualcuno mi spieghi
Cosa vuol dire.

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2)

“Mi piacerebbe molto escludere da un componimento
Tutte le parole maschili e ottenere una cifra che divisa
Per 21 provochi in me un’ilarità sconcertante
Ad occhi estranei.”

Questi i crucci del poeta a cavallo
Di una stagione intera in cui dichiarò
Quattordici mal di schiena
Fra un caffè e l’altro e circa
14000 sigarette.

 
D’altronde il peso del mondo
È trainato da buoi molto perseveranti
E gli angeli sono tutti scalzi.

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3)

 

Me lo immagino io P., come una puntina
Che si appoggia sul vinile, così aristocratica
Così immemore di cosa compie e di come gira
E la musica che produce se ne sta lì e poi entra
Una governante e dice “questa canzone”:
Ma di cosa stiamo parlando.

Il poeta non c’entra nulla con ciò che produce.

È un semplice atto.

E lui lo sa bene e al tempo stesso
Lo ignora.

Postato da Alessandro Ansuini
19:10 |||