E quattro.

Rifugio Antiaereo | Via Termanini | ore 21
CameraMix in
"Tunnel Remake"

UN SECONDO E MEZZO
Nel giardino davanti alla casa
il plotone d’esecuzione allineò i fucili orizzontalmente e gli elenchi,
diligentemente lasciati fuori dalla porta
vennero giustiziati di spalle.
Dalla finestra osservavo tutte quelle pagine fitte di nomi
che andavano al massacro fra il verde irreale del mattino
sui campi, e in ogni gesto che contenga la sublimazione del dolore.
*
Lungo le navate gli affreschi penzolavano dalle altalene che con moto
di pendolo ci osservavano camminare in fila come bambini
in un collegio di suore.
Io alzavo ogni tanto gli occhi alle volte per ritornare
a formulare tesi di fuga sulle nuche di quello
che occasionalmente mi precedeva per finire a consolarmi
nella procedura che mi comprendeva.
Una colonna di fumo intravista dall’enorme vetrata simulava la scala
che percorrono gli angeli chiamati a raccolta.
*
Autunno.
Fango da portare a passeggio sotto le scarpe.
Le nostre divise stese fra una casa e l’altra come denti di un arcobaleno
in bianco e nero.
Una gerbera ha vomitato al mio passaggio e le margherite, tutte
sghignazzavano come dispetti.
*
Ho visto una poesia aprire la bocca
negli occhi di mia madre che moriva.
L’estate mi fu volgare.
*
Attesi di essere assunto dunque, ad un silenzio di più vasta portata
io che per sette volte di fila
sbagliai a coniugare la parola suicidio
finendo in ospedali bianchi, che odoravano di bianco
con la mia pella bianca distesa lungo le lenzuola bianche
ogni volta deluso dalla confutazione dell’insistenza
dei contorni che non mi ci lasciavano sprofondare.
Di tutti quei dettagli avrei voluto morire, ma non ne trovai uno risolutivo.
*
Smisi di mangiare e del riso dell’idiota feci icona.
Che l’autore resti anonimo.
*
Fu incantevole vedere come i corpi s’accalcavano, come ansiosi
in una verticale floscia e sbilenca s’incastravano, l’uno all’altro,
in piramidale convivenza.
Vestiti rossi o bianchi e i volti, ecco cosa, i volti,
alcuni con gli occhi chiusi dell’attesa, altri con vitrei bulbi
spalancati verso il cielo
intonavano lieder severi e rigorosi.
Si stava d’un gelo a comporre, silenziosi, una grandiosa opera di fattura umana.
*
Un secondo e mezzo, il tempo che si prese il bianco
prima di rendermi sacro.
Londra, 22 gen. - (Adnkronos) - Henri Chopin, uno dei padri della poesia sonora, e' morto a Londra all'eta' di 86 anni. Il poeta francese e' stato uno degli autori piu' radicali della poesia europea del Novecento: il poeta del suono e del corpo, il poeta che andava contro la scrittura, il poeta che scavava nel corpo e nella tecnologia, che scopri' che c'era un mondo intero da scoprire e un nuovo modo di scrivere per spiegarlo. Con Bernard Heidieck e Francois Drufene, Chopin e' stato il poeta che ha introdotto l'utilizzo della tecnologia nella poesia contemporanea, l'unico poeta che non amava pubblicare libri, anche se ne ha scritti ed editi una decina.
Nel 1955 Chopin fu uno dei pionieri dei poemi vocali al magnetofono, che poi pubblico' sulla rivista ''Caracteres'' di Maurice Lemaitre. Nato a Parigi nel 1922, Henri Chopin si ribella all'occupazione nazista durante la Seconda guerra mondiale e dovra' abbandonare la Francia, dove ritornera' solo nel 1946, per poi abbandonarla di nuovo, nel 1968, anno in cui si stabilira' Londra, dando vita a numerosi spettacoli e festival di poesia sonora. Nel 1957 fonda la rivista di poesia sonora "Cinquieme Saison" che per molti anni sara' un punto di riferimento per i cultori e gli avanguardisti di tutto il mondo.
Nel 1964, inoltre, "Cinquieme Saison" si trasforma in "Ou cinquieme saison" e in questa veste pubblica una eccezionale serie di vinili dedicati alla poesia sonora internazionale. Si interessa anche di cinema, dirigendo svariati corti e lungometraggi in collaborazione con artisti del calibro di Burroughs, Vostell, Weisner. La poetica di Chopin e' interamente concreta, basata essenzialmente sul respiro e sulla sua sovrapposizione grazie all'utilizzo di tracce pre-registrate, ottenendo risultati di grandissima densita' sonora in cui il poema - rinunciando radicalmente alla rappresentazione - e' presente nella sua pura materialita' vocale, mentre dal punto di vista visivo l'utilizzo dei segni i tessiture fittissime gli permette di creare pattern di grande effetto formale.

“Perché ti prendi cura di una cosa che muore?”
“Perché almeno non penso al fatto che sono io, la cosa che muore.”
Anonimo
Afflitto in un aula in un giardino
muovendomi
come si muove il denaro
coordinato nelle metropolitane allineandomi
alle punte dei capelli altrui, polpastrelli
nella fessura dell’aria che improvvisamente
diventa dio e i miei occhi come
polene affilate
dietro a tutte queste gole
fotografavo
sciagurate
le sue mani piccolissime la risolsero
componendo un fiocco
“Questa è la mia vita” disse, Alice
arreda il buco dov’è caduta comunica
per setaccio, un passo avanti ed è caduta,
fantasmi maleducati
che le tirano le braccia
l’attendono nei vuoti del letto - al limitare -
come tutte le cose bianche e feroci
ad Alice non hanno insegnato ad amare
ma a rendersi cosa che si sublima
senza mai sublimare
elegantissima sfinente
posa
sciagurate, urlavano come pazze
sbraitanti giraffe nella canicola
“comprati un reggiseno!”
corde appese alle nuvole
le portavano a spasso
i manichini
si confondevano alla folla
la speranza
era affidata ai venditori di rose
e tutte le ragazze
si occupavano l’un l’altra
si occupavano l’una dell’altra
senza lasciarsi mai stare.

Riporto una segnalazione di Fabiano Alborghetti su Tellusfolio secondo me molto interessante:
Che cosa segnaliamo?
Nel settembre 2006 è uscito per i tipi di Alla chiara fonte di Lugano qualcosa di davvero speciale: un libro con poesie di Giovanni Orelli, Fabio Pusterla, Alberto Nessi, Amleto Petroli, Aurelio Buletti, Donata Berra, Gilberto Isella, Giorgio Orelli, Antonio Rossi, Dubravko Pusek.
Perché la segnaliamo?
La straordinarietà è che il libro è accompagnato da un DVD e le poesie sono tradotte in LIS (lingua italiana dei segni), ovvero il linguaggio usato da chi è sordo e muto, per esprimersi (a tal riguardo si dia anche un’occhiata al sito che propone il dizionario LIS, www.dizlis.it).
L’edizione proposta – di cui alleghiamo anche dei dettagli – vede coesistere sia la versione in cartaceo (contenente una breve nota biografica del poeta e il testo) che, appunto, il DVD che è diviso in due sezioni: nella prima è possibile ascoltare la poesia dalla voce del poeta ripreso in primo piano cui segue la versione in solo linguaggio LIS ad opera del traduttore, dove la “recitazione” (e la poesia) avvengono in silenzio.
Nella seconda, le modalità sono le medesime con l’aggiunta dei sottotitoli nella sola versione audio della lettura da parte dell’autore (e lasciando, quindi, la versione in LIS ancor una volta risplendere per soli segni).
Non è quindi una esperienza curiosa per noi, bensì un progetto coeso e sincero, un mezzo non solo per fare trovare alla poesia una nuova voce che sfugga alla lettura distratta o all’ascolto passeggero, ma un entrare nella poesia con tutto il corpo, parlarla col corpo, vederla farsi corpo e sangue, “ascoltarla” in quel silenzio che risuona potentissimo grazie alla delicatezza dei traduttori che, nel gesto, rimandano le stesse intensità e sfumature di chi il testo ha scritto.
L’edizione è sotto i patrocinio della SGB FSS (Federazione Svizzera dei Sordi), della FinterBank Lugano nella persona del direttore signor Luigi Rezzonico, della Besfid Fiduciaria SA di Lugano nella persona di Gabriele Broggini e Angelo Pianini e la Scuola Media 2 di Lugano nella persona del prof. Roberto Cattaneo.
Per ottenerne una copia, l’editore è raggiungibile ai seguenti recapiti (e anche se vi saranno le spese di spedizione da pagare, ne vale davvero la pena):
alla chiara fonte
Via Degli Orti, 17
CH-6962 Viganello, Lugano
Tel. 0041-91-9723481

Era Bologna, presso la fine dell'anno scorso.
Succede che un giorno di dicembre Pietro viene a Bazzano. Io e lui ci eravamo conosciuti a Parma, alla Bce, e così. Durante la serata improvvisiamo qualche pezzo alla wright house, sui testi di Pietro, e alla fine, senza avere provato nulla mi trovo nel computer sei o sette tracce affatto male, secondo me. perlomeno a livello di cuore. va considerato che il tutto è assolutamente improvvisato, una jam session.
Questa si chiama Vertebra.
Il libro di pietro La fragilità dei corpi.
Mano mano le posto tutte. (il dizionario dice che si scrive "mammano")
Unica nota: ascoltare ad alto volume.
Bentrovati a tutti, con mio enorme stupore sembra che io sia sopravvissuto a questi 15 giorni fuori casa, di cui fra breve comunicherò i danni in forma di materiali audio, video e foto. C’è stata Roma e soprattutto c’è stata la commemorazione del mio amico Fabrizio Pittalis a Porto Torres, in Sardegna, che quando troverò freddezza ed energie riporterò per filo e per segno. Posso solo dire che emotivamente una cosa così non l’avevo affrontata mai e raramente capiterà di nuovo. Un grazie privato a Lia e Gigi e Ilaria, oltre a Gavino e tutti gli altri che ci hanno permesso di far accadere quello che è stato.
Ora un po’ di info:
LIPS:
Questo acronimo significa Laboratorio Internazionale di Poesia Sperimentale e con il patrocinio dell’Università di Bologna e supportati dalla follia mia e di Matteo Fantuzzi e Luca Paci dovrebbe prender vita il 12 Aprile 2008. Il laboratorio si propone l’interazione a livello internazionale (nella causa al momento sono coinvolte Berlino e Londra) della poesia nelle sue forme di contaminazione, facendo incontrare artisti di nazioni diverse per vedere come si sta muovendo la poesia in questi anni di esplosione multimediale. Il canovaccio del LIPS prevede al momento un Workshop che si terrà al mattino in un’aula dell’università di Bologna di cui presto forniremo i dettagli, teso al dibattito e all’interscambio su quelle che sono le nuove forme di autoproduzione, oltre che di veicolamento della parola poetica. Una sorta di “punto della situazione” di come è possibile farsi e promuoversi un libro nel
Più avanti ci aggiorneremo.
ANARCHICA:
E’ attiva la prima cooperativa transnazionale per poeti, a cura di Luca paci, date un’occhiata qui:
NABANASSAR NON A PAGAMENTO
A cura di Giuseppe Cornacchia , invece, una pagina di segnalazione delle iniziative editoriali non a pagamento nel mondo della Poesia, l’indirizzo è http://www.nabanassar.com/nonapagamento.html
ABSOLUTE PERFORMANCE
Da Luigi Nacci invece un invito a spedire a questo indirizzo absoluteperform@gmail.com files audio o audio/video di letture e/o performances poetiche che, se selezionate, verranno pubblicate su AbsolutePoetry.
Buon 2008 cari.
Plant poetry kills poetry stars
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