sabato, aprile 29, 2006

Indovinello alla maniera di H nr.2

All’inizio fu un delirio sommesso, un borbottìo controllato, rivolto a sé stessi
quindi gli occhi si fecero preda e cominciarono a farsi cacciare da tutte quelle
che piangevano attorno – impossibile ripararsi con una copia di un quotidiano
o con un paio d’occhiali da sole, alcune erano davvero gotiche e compassate altre
parevano poter riuscire ad essere francesi o tedesche – tutte erano come morte, o meglio
si muovevano come continenti alla deriva fra le sponde del sogno e quella della realtà –
senza mai approdare da nessuna parte, chi controlla le aule dalle ore pigre in cui
gli insegnanti lasciano libera la carne degli studenti?

Terre in fuga prive di ulisse, prive di itaca, spettri che focalizzano
il desiderio al di fuori della loro stessa composizione, piccoli
cavalli di troia ingoiati come capsule di droga alla frontiera –
se ne esplode una sei finito - tutto questo se non è illegale
è quantomeno depravato, una necrofilia
sensoriale che buca le regioni dello spirito
e conficca i suoi artigli nel regno del sentimento –
tirando come una bocca affamata.

Cominciò con un delirio sommesso e finì, non potendo
opporre difesa alcuna a quest’arte cinese – finì con
la legalizzazione di questa delinquenza che anzi –
apportatrice di conoscenza, era vista, sia da quelli in giacca
e cravatta che e da quelli con le clark, come una delle
più preziose conquiste delle civiltà umana
così meno numerosa degli insetti così fragile
da aver douto inventare un narcotico per la bellezza illuminata.

 

Postato da Alessandro Ansuini
17:30 |||

 

 

martedì, aprile 25, 2006

maggio_2006

Postato da Alessandro Ansuini
08:50 |||

 

 

domenica, aprile 23, 2006

 Pe-di-ah-kawn-aus ente plah-nay*

E asservita fu la legge alla favola e al disastro, gli uomini topo
legati in processione da una vasta incoscienza procedettero
attraverso le cave e i labirinti ventosi*(1), colmi
di rettili e altre creature gialle, poiché lunga e impervia è la strada –
la macchina è priva di anima la macchina non si riproduce,
il suono divelto scoprì le fughe di primavera seguendo i passi
lasciati da Schubert come un pentagramma di
orme sulla spiaggia – la macchina è morbida la macchina
ha fauci grottesche – il suono si piega come lo stelo
d’un fiore che voglia appoggiare la propria
guancia di bellezza alla terra e sentire le urla
che provengono dal sottosuolo – fu così che con gli occhi
colmi d’un bagliore diffuso*(2) gli uomini topo cominciarono
a coltivare filari di uve cibernetiche dalle quali estrarre
il nettare che avrebbe indicato loro la via –
il medioevo tecnologico qui e ora cantilenarono gli allarmi,
il medioevo tecnologico qui e adesso, nell’Ora della Santa Superstizione –
poiché lunga e impervia è la strada – automobili, pali della luce,
silhouette di monumenti in acciaio lanciati come dita verso il cielo*(3)
(metafora del voler chiedere udienza all’altissimo?) – viviamo
in un epoca dove per farti ascoltare non basta più bussare
sulla spalla del tuo prossimo ma devi colpirlo con un maglio*(4),
disse l’uomo senza passato – rincorso per una settimana
dal federal buereau che non riuscì
nemmeno a spiegare dove avesse comprato i mobili
(cambierai l’arredamento due volte all’anno, il tuo
raccolto sarà l’illusione del vuoto e del pieno, mr & ms Ikea) –
l’Ora della Santa Superstizione arreda gli altari e i pilastri – gli uomini
ombra si radunano sotto alle cupole formando formicai e intonando
yodel gregoriani accompagnati dagli organi e dalle bocche delle vecchie
che si aprono come sacchi di iuta a formare scale circolari senza pioli
dalle quali dondolare o cadere – “Voglio abiurare la mia curiosità
voglio essere tedesco e poter chiamare mio figlio giuda senza
che le autorità intervengano ad arrestarmi” *(5)
alla frontiera alcuni vennero prescelti altri deportati e innestati a gestire
le mense e gli asili delle donne ape che succhiano i fiori e succhiano –
mausolei, fabbriche cecoslovacche, yo no abla ich nicht spreche
je ne parle e non vedo e non sento, epidermici novocainomani
toccavamo le azioni unte e le immagini con paradisi di pelle
a separarci dal contatto reale, la vita scorre in pixel il sangue
sgorga dai tubi catodici e la dottrina è innestata
negli edicifici dove entri carne ed esci numero – impossibile
disimparare le leggi impossibile concentrarsi
su ciò che l’occhio non vede – alcuni solcarono il cielo con i missili
e tornarono con risposte che non furono soddisfacenti
per il Gran Consiglio che mutuò
la propria visione come un dio che giochi
con un mondo playstation ricominciando
le partite alla prima difficoltà – “Verranno fotografie ad annunciare
che l’uomo è un fantasma*(6)”continuò l’uomo il cui nome
non si può rivelare poichè proibito da una legge scritta in corsivo,
mentre gli uomini topo scavavano gallerie occupavano
insenature e si chiamavano l’un l’altro per esser sicuri di esistere –
alza gli occhi e guarda la nube e la luce dentro di essa
e le stelle che la circondano*(7) – la macchina è viva
la macchina respira e schiaccia*(8) , crea idoli e regolamenti
che nessuno legge, primi ministri incapaci di proferire
una parola in un’altra lingua*(9), altalene issate
nel bosco per far apparire la carne indefinita, un bisturi e sedici pillole
allineate nell’abisso che ti si apre dalla cornea – drogati, tutti
guardavamo i più belli di noi camminare sui cornicioni d
elle nostre endorfine con piedini scalzi atti
a solleticare il nostro senso estetico – in un mondo di primitivi agghindati
anche tu puoi essere l’uomo della pubblicità – arriveranno a bruciare
le icone a dar fuoco alle pellicole e alle fotografie –
quelli con la tonaca hanno paura che d’improvviso l’uomo topo
alzi il muso oltre la croce – e chi di noi
continuerà a respirare senza panico quando scoprirà di essere stato
abbandonato in un’enorme stanza bianca a misurarne il vuoto?
Queste parole come frutti non vennero colte
dall’albero che arreca la collera*(10) , il pachiderma*(11)
fermo nell’enorme pozza di fango continuava
a tenere sotto la sua pancia e sul dorso gli uomini fiala
che minuziosamente venivano riempiti
da fili di paglia o fili elettrici, interconnessioni, wireless sentimentali
e tutta la cura che puoi mettere per la salvaguardia del tuo involucro –
Giuda liberò Gesù dal corpo perché lunga e impervia è la strada
che dalle tenebre – la voce primigenia – il palco degli dei,
l’Ora Eterna della Santa Superstizione – provate solo
a formulare con un gesto o un intenzione questo verdetto, aprite
una finestra e osservate la nube in cerca
di una strada o una stella – tutto ciò che è concesso è abitare la casa
e curarne gli interni – se abiterete la casa essa non crollerà*(12) -
i muri più solidi non sono i più lunghi
o quelli visibili dalla luna ma quelli
il cui tetto non cade – improvvisate una parabola,
provate a dire coi modi che troverete il vuoto che riempie il vuoto
che abitate – non temete nulla
poiché nulla accade, non temete nulla poiché tutto è accaduto,
temete tutto ciò che da voi si dipana e abbiatene cura finché
l’Ora della Santa Superstizione sarà avvolta
la rivolta diverrà permanente
non avrete più libri o molecole o sfilate di moda
l’nsurrezione comincia dalla cornea
procede verso l’interno
(finché l’anima privata del corpo urlerà: mi sento molto sola)
il regno dell’insetto non è mai stato scalfito dall’uomo
temete il ricordo di voi poichè
lunga
e impervia
è la strada
che dalla tenebra
si snoda verso




la luce.


Nota al titolo: in copto: “Qui si narra il segreto della rivelazione che Gesù fece parlando con Giuda Iscariota”
Note al testo:
1) cfr. The doors – “The celebration of the Lizard”
2) cfr. Adobe Photoshop
3) cfr. Torre Eiffel
4) cfr. David Fincher “Fight Club”
5) In Germania le autorità possono impedire che un bambino venga chiamato Giuda
6) cfr. Roland Barthes “La camera chiara”
7) cfr. Il vangelo di Giuda
8) cfr. CSI “Tabula rasa elettrificata”
9) cfr. Berlusconi
10) cfr. T.S. Eliot “La terra desolata”
11) cfr. T.S. Eliot “Il rinoceronte”
12) cfr: Andrej Tarkowskj “Lo specchio”

Postato da Alessandro Ansuini
18:24 |||

 

 

mercoledì, aprile 19, 2006

bazreading

Postato da Alessandro Ansuini
16:39 |||

 

 

martedì, aprile 18, 2006

squalo

Postato da Alessandro Ansuini
16:14 |||

 

 

sabato, aprile 15, 2006

sta arrivando

front of the church

giugno e luglio 2006

Postato da Alessandro Ansuini
17:52 |||

 

 

venerdì, aprile 14, 2006

30506

Postato da Alessandro Ansuini
16:38 |||

 

 

giovedì, aprile 13, 2006

Bene, oggi vorrei parlare di photoshop. Di che tipo di relazione ho stabilito io con photoshop. Di cosa rappresenta per me, che non sono un fotografo. Ora, quando apro photoshop, e vedo quella lunghissima fila di nomi che hanno collaborato (credo) a fare photoshop, la prima cosa che penso è un albergo. Penso a dei check in, a dei coffee break. Immagino gli aerei che sono atterrati portando tutti quei nomi cinesi, francesi, olandesi in un albergo. L'albergo lo immagino in Francia. Immagino le carte di credito, qualcuno di loro annoiato, chi ha lasciato un caricabatterie in camera, tutta una serie di bonsoir monsieur, bonne nuit madame. Penso tutte queste cose inutili perchè empatizzo, ho questo vizio qui. Così mi vedo questi islandesi che dormono nei letti, i piedi che escono dalle coperte, le sveglie alle sette di mattina, cerco di immaginare chi avrà rubato gli asciugamani. Poi photoshop si apre e io comincio a meditare sulla fotografia, sul senso della fotografia. Mentre faccio questo di solito mi mangio un angolino di unghia, e resto tipo ipnotizzato davanti al computer. Penso che posso cambiare le luci, i contrasti, i colori, rendere il tutto, in qualche maniera, migliore. Poi mi chiedo se quello che sarà il risultato è davvero migliore, e mi dico che forse no, forse adeguo semplicemente l'immagine a quello che io voglio sia l'immagine. E sorge l'inevitabile diatriba se le foto debbano o meno essere ritoccate, perché c'è chi dice che la foto deve essere quello che è, il tempo fermato, e nulla più. Che il lavoro va fatto prima, la scelta delle luci, le pose. Io dico che la foto in sé, lo scatto, è l'ispirazione, ma che poi l'arte richieda impegno. Come scrivere una poesia di getto e non cambiarla più. Perché mai? Non ricordo chi diceva che l'ispirazione da il primo verso, il resto è sudore.Io, come disse bin laden, concorde. La fotografia di suo è un battito di ciglia. Mille battiti di ciglia. E’ l'illusione che ci siamo. Che non si è solo forme irrigate dalla materia. Che siamo importanti. Che non moriremo mai. Che qualcuno si rcorderà di noi. Che esiste dio. Che possiamo creare arte. L’arte. Cos’è l’arte? Paura di sparire, disse uno intelligente. E mentre mi chiedo questo al tempo stesso mi domando che fine abbia fatto l'arte dei dinosauri. Mi dico che i dinosauri hanno dominato la terra per milioni e milioni di anni e nessuno si ricorda più di loro. Magari parlavano. Facevano incisioni nelle rocce, sugli alberi. Tutto ciò mi confonde. Se considerate la vita del pianeta terra come una giornata di 24 ore, dovreste sapere che l'uomo occupa l'ultimo secondo dell ultimo giorno dell'anno. Forse nemmeno. Mezzo secondo. Anzi. Un battito di ciglia. Una foto. La parentesi umana è un'unica foto. Venuta anche mossa, tra l'altro. E allora mi sforzo di immaginare dio, che apre photoshop e cerca di ritoccare questo scatto venuto di fretta, domandandosi se sia giusto o meno ritoccare una foto. Si apre la sua pagina di photoshop nel suo pc fra le nuvole. Dio vede tutti quei nomi, e pensa a un albergo, a dei coffee break. Prova a ritoccare. S’incazza, magari. Pensa: libero arbitrio. E rimpiange i dinosauri che essendo durati di più di noi, almeno erano una foto ferma.

Postato da Alessandro Ansuini
06:32 |||

 

 

mercoledì, aprile 12, 2006

delicate_sound_of_the_machine_by_AlessandroAnsuini

czech

frustuck_at_the_ekhaus_by_AlessandroAnsuini

breakfast at the ekhaus

escape_by_AlessandroAnsuini

escape

dead_can_dance_by_AlessandroAnsuini

 "dear martin,

no pichka, no music.

we are very offended, so

we don't accept the cachet.

fuck off martin.

we go to wien"

Postato da Alessandro Ansuini
06:25 |||

 

 

mercoledì, aprile 05, 2006

 

Questa invece arriva da Bratislava. Nel link alla fine trovate tutte le grafiche e maggiori info:

 

IBRIDA TOUR INTERVENTION 2006

V rámci IBRIDA TOUR INTERVENTION 2006 sa v nedeľu 9.4.2006 v bratislavskom Subclube uskutoční koncert hudobných formácií FREE APN COMBO a CAMERA MIX. Po ich boku uvidíme aj DJ Balli (sonic belligeranza)

FREE APN COMBO je štvorčlenná "video" funková kapela mixujúca tradície rokov 70tych s nepárnym rytmom.

CAMERA MIX je projekt k tancu a kontaminácii, používajúci analogové šablóny a zvukové slučky.


http://www.subclub.sk/texts/?id=211&n=IBRIDA%20TOUR%20INTERVENTION%202006

Postato da Alessandro Ansuini
02:04 |||

 

 

lunedì, aprile 03, 2006

 

Comunicato stampa di Opava, Repubblica ceca, galleria d'arte Dum Umeny

 

Bludný kámen v Opavě: Dva dny soudobé hudby

Mezinárodní festival soudobé hudby "Dva dny soudobé hudby - Two Days of Contemporary music" přináší pokaždé do opavského Domu umění nezvyklé hudební formy, umění na pomezí soudobé vážné, experimentální, improvizované nebo  jazzové hudby. Festival se snaží posluchačům zprostředkovávat soudobé světové hudební trendy. Letos se v Opavě ve dnech 4. - 6. dubna 2006 uskuteční třetí ročník.

 

2 (+1) dny soudobé hudby
2 (+1) Days of  Contemporary Music

4. - 6. dubna  2006
Dům umění v Opavě


úterý 4.4. od 19 hodin, Dům umění
Abstract  Monarchy Trio (A ,HU)
Franz Hautzinger (quartetone trumpet)
Zsolt Kovacs (tabletop guitar, percussions, contact microphones, objects, radio)
Zsolt Sörés (tabletop viola,  home-made rugophone, contact microphones, objects, mixer feedback)
Birds Build Nests Underground  (Praha)
Petr Ferenc, Michal Brunclík (gramofony)

středa 5.4. od 19 hodin, Dům umění, vinárna U Přemka
Orloj snivců (Praha, USA)
Jaroslav Kořán (Orloj, perkuse), Michael Delia (Orloj, kalimby, perkuse)
Petr Tichý (kontrabas),  Zdeněk Durdil (videoprojekce)
Kaltenecker Trio (HU)
Zsolt Kaltenecker  (klávesy, syntezátor), Péter Papesch  (baskytara), András Dés  (perkuse)

čtvrtek 6.4.od 19hod, Dům umění, hudební klub Mrkev
CAMERA MIX (IT)
Alessandro Ansuini (voice, loops, korg), Enrico Masi (clarinet, loops, synthesizer)
Tommaso Balerna (bassoon fagotto,electric piano)
FREE APN COMBO (IT) …Mrkev
Enrico Masi (voice, synthesizer), Claudio Panici (percussion), Carlo Cuppini (bass)
Tommaso Lombardini (guitar),
DJ Balli (IT) …Mrkev
(turntablism)

Abstract Monarchy Trio (A, HU)
Středoevropské uskupení pohybující se na pomezí volné improvizace a minimalismu, tvoří proslulý rakouský improvizátor na čtvrttónovou trubku Franz Hautzinger spolu se dvěma klíčovými postavami maďarské improvizační scény Zsoltem Kováczem a Zsoltem Sörésem.
F. Hautzinger byl zpočátku ovlivněný hudbou Milese Davise a free jazzem. Jeho tvůrčí zlom byl předznamenán albem Bent z roku 1966, na němž je improvizace tří proplétajících se dechových nástrojů modulována samplováním a doprovázena pouze minimalistickými perkusemi. Po tříleté přestávce vydává Hautzinger přelomovou sólovou desku Gomberg, která prezentuje jeho nový radikalizovaný a na dřeň oproštěný způsob hry na trubku. Zvuk jeho trubky zkoumá a objevuje to, co se nachází skryto za nebo před konvenční hrou…  Hautzinger spolupracoval s předními postavami světové improvizované hudby - s kytaristou Derikem Baileyem ci Josephem Suchym, s elektroniky Christianem Feneszem, Yoshihide Otomem a s avantgardisty jako je např. Keith Rowe, John Tilbury a mnoho dalších. Oba dva Zsoltové mají po roweovsku položené nástroje na stole a kromě nich využívají mimo jiné také rádio, perkuse, ozvučené objekty, kontaktní mikrofony apod. Hudba AMT se soustřeďuje na volnou improvizaci, na zrod hudebních myšlenek, které hned zpočátku divák napjatě sleduje…Opavští příznivci experimentální hudby si  mohou vzpomenout na Hautzingerův sólový koncert v prostoru bývalého kostela sv. Václava v roce 2002…(zpracováno podle His Voice 2/2006, Karel Kouba)


Birds Build Nests Underground (Praha)
Přestože dvojice Birds Build Nests Underground používá soustavu gramofonů, neprovozuje tradiční DJing tanečních parties. Otáčením preparovaných vinylových desek chce přiblížit "hudbu pro hudbu" - do nového kontextu zasazené krátké útržky zvuků, které díky zvýraznění repeticí a vrstvením získávají zcela odlišnou kvalitu i roli ve výsledném tvaru, jehož stylovou podobu alespoň částečně vystihují termíny minimalismus a post-industrial.


Orloj snivců (Praha, USA)
Perkusionista a skladatel Jaroslav Kořán se etabloval jako doprovázeč a improvizátor v projektech Divadla Archa, oslavil tu 10 let svého proměnlivého společenství Zapomenutý orchestr Země snivců, absolovoval stáž v USA, zahrál si v newyorské Knitting Factory,  začal vydávat své snímky na vlastní značce Pagoda, jako improvizátor spolupracoval s mnoha tvůrci. Ve shodě  s jakousi notorickou mírností své povahy nikdy neprosadil nad rámec akustické klubové scény svůj projekt, který by nejspíš obstál v měřítkách světové progresivní improvizované hudby a který v českém kontextu stojí velmi osamoceně. Orloj snivců je totiž projektem i původním hudebním nástrojem, skrze který se všechna hudba realizuje.  Orloj je  zvukovou instalací nalezených kovových objektů; hudba se na něj se vytváří většinou bubnováním, čímž vzniká řada jemných, dlouho znějících tónů a zvuků. Kaleidoskopickými změnami hudebních motivů, převážně repetitivních vzorků, vzniká nepravidelně se vyvíjející struktura, jakýsi řád v chaosu... hudba je  závislá na tichu, akustice, prostředí…
Jaroslav Kořán se účastnil výstavy zvukových objektů Místa her v pražském Rudolfinu, výstavy ECHO v opavském Domě umění, podílel se na projektu českého pavilonu EXPO 2005 v japonském Aichi apod. V Opavě vystupoval v minulých letech s Orlojem snivců, se Zapomenutým orchestrem země snivců a s Agnes Kutas. 
Orloj snivců vystoupí v obsazení:
Michael Delia - Orloj, kalimby, perkuse, Petr Tichý - kontrabas, Zdenek Durdil - videoprojekce,  Jaroslav Kořán - Orloj, perkuse (zpracováno podle His Voice 6/2002)


Kaltenecker Trio (HU)
Zsolt Kaltenecker - klávesy, syntezátor, Péter Papesch - baskytara, András Dés - perkuse. Vynikající maďarské trio, které slaví takové úspěchy ve světě, že má např. vlastní nahrávací label a booking agenta v Japonsku. Hudba tria není žádný mainstreamový jazz  a obehrávání stokrát slyšených standardů, ale moderní jazz, zahraný od podlahy, s výraznými přesahy k etnické hudbě, rocku i new age music. Zdůrazněný eklektický přístup vytváří velmi charakteristický sound tohoto budapešťského tria. Více viz:  www.kalteneckertrio.com
Zsolt Kaltenecker (1970) - absolvoval akustické (a jazzové) piano na akademii Ference Liszta v Budapešti a hned poté pokračoval v soukromých studiích v New Yorku. V roce 1999 získalo jeho debutové sólové CD "Song s from the 20th Century" ocenění jazzové album roku. Od roku 2002 hraje i na elektrické klávesové nástroje a stále hledá cesty, jak prolomit bariéry a zvuková omezení tradičních pianových trií. Péter Papesch (1973) - jeden z nejlepších současných baskytaristů v Maďarsku byl původně samouk. Na jeho přístup         k nástroji měl velký vliv Jaco Pastorius a Stanley Clarke. Jeho předností je bezchybné zvládnutí mnoha hudebních stylů a žánrů. András Dés (1978) - začínal na conga a bonga, na škole hrál v kapele specializované na hudbu sefardských Židů, a proto začal používat další perkusivní nástroje, typické pro Střední východ.. Dnes používá irský bodhran, kannu (speciální bicí nástroj maďarských Romů) a jako hlavní instrument darbuku. Jeho nejvlastnější hudební cestou je improvizovaná hudba blízká jazzu.

Camera Mix, Free APN Combo, DJ Balli (IT)
Evropské turné italských tvůrčích kolektivů vychází z kulturní aktivity továrny Smith and LaForgue nedaleko Boloňe. Tato umělecká továrna vydává literaturu, hudbu, videoart, grafiku apod. a sdružuje kolem sebe alternativní umělce z celé Itálie. Kamera Mix představí zvukovou videoperformanci, Free APN Bombo potom koncert na pomezí hudby klasických nástrojů      a elektronických hluků. Závěr bude patřit DJ Ballimu, který nás utopí ve zběsilé koláži zvuků, hlasů a rytmů.

vstupné na všechny dny 90,- Kč
Kaltenecker Trio samostatně 60,- Kč (na místě 80,- Kč)
studentská sleva - 2 na 1 vstupenku
předprodej - Sluna, Dům umění

Další informace: bludny.kamen@opava.cz

Postato da Alessandro Ansuini
23:50 |||

 

 

domenica, aprile 02, 2006

dalla rivista “Filosofare”:
Intervistatore: “Di cosa ha bisogno la moderna filosofia?”
Il più grande filosofo del mondo: “Di una ragazza col pircing sulla lingua.”

Postato da Alessandro Ansuini
16:49 |||

 

 

Koch fa Pinter a Bologna

Giovedì 6 aprile alle ore 21,30 presso la sala Capodilucca in via Capo di Lucca 12/a a Bologna andrà in scena “Tradimenti” di Harold Pinter per la regia di Francesca Migliore, con Antonio Koch nella parte di Robert, Alessandra Carloni nella parte di Emma e Fabio Farné nella parte di Jerry. Per info e prenotazioni telefonare al numero 051/434934 oppure inviare un sms al numero 339/7746956, oppure inviare una mail all’indirizzo contacts@teatrodellarabbia.com. Il biglietto intero costa otto euro, il ridotto (under 26 e studenti universitari) costa sei euro. Lo spettacolo sarà replicato mercoledì 12 aprile, stesso posto stessa ora.

Postato da Alessandro Ansuini
15:39 |||