lunedì, marzo 27, 2006

Marionette tese, devote nell’assalto, i centrifugati dei piani bassi hanno un nuovo
slogan che recita egalité, fraternitè, precarieté, “Mi rivolto dunque siamo” era
scritto sotto alla pensilina dell’autobus, paris charles de gaulle, lo scrisse
un algerino* che da piccolo giocava in porta per non consumarsi le scarpe, la cui
pazienza lo condusse dai reali di svezia a ringraziare per l’onore ricevuto – parlava
di una missione, gesù privo d’apostoli, litigando con quel sarto di Sartre e tirando
le sottane al papa del surrealismo – parlo per preconcetti dovreste saperlo, qualcuno
mi ha messo dei palazzi intorno, delle finestre, somministrandomi pastiglie
indolore dal cucchiaio catodico – ho i nervi a pezzi, sorrido alle piante, le accarezzo,
con una matita mordicchiata appunto sui biglietti dei treni piccole note sulla fotografia,
cose tipo:
“le fotografie sono i casaveri di qualcosa che non è ancora morto”
oppure
“La fotografia ha qualcosa a che fare con l’erotismo poiché crea un punto cieco di desiderio fuori dal campo sigillato dell’obiettivo, prolungando l’esistenza della foto nell’immaginario di chi osserva”
e ancora
“La pornografia non ha nulla a che vedere con la fotografia” (questo scritto su intercity
bologna/genova brignole/carrozza 9/posto mediano leggendo “la giornata di un fotografo”
del reverendo Carroll)
contrappongo riflessioni alle banlieu in fiamme per una questione di contrasti, la primavera
di praga venne delusa dalla mancanza di coraggio di qualche timbracarte, la francia è avanti
nel tempo di una quindicina d’anni e marta stamattina è rimasta a lungo nel letto,
girandosi nervosamente fra le lenzuola bianche come una banca, l’osservavo girare e
girare il cuscino e annuvolarsi in controluce – quattro giorni che mangia pochissimo
ed è scostante – le avevo promesso una seduta fotografica particolare, con delle
scritte in dymo da apporre sulle guance ma ci siamo arentati sulla scelta delle parole
da mettere, lei sosteneva qualcosa come “puttana” o “mi sento morta” io invece,
maggiormente alchemico, ero per una frase sibillina come “servizio decente 24 h”
oppure didascalica come apporre la scritta “guancia” sopra alla “guancia” o “bocca”
sopra alla “bocca” e così siamo rimasti a fissare le caviglie cambiare odore, accendendo
e spegnendo la televisione, intermittenze di dibattiti politici a esclusivo uso maschile,
quote rosa, donne nell’angolo, ma terribilmente sensuali e etniche, è un gesto politico
un pensiero riguardante il sesso mentre tua madre sta morendo nel letto di un ospedale?
Mentre la mia moriva ero terribilmente preso dal tallone dell’infermiera, così tondo
e carismatico, avvolto in calze bianche, silenziosissima lei e le sue mani che sistemavano
le coperte di mia madre, è un gesto politco questo? Ho abiurato il mio stato di figlio?
Uno straniero venne condannato a morte solo per aver preso un cappuccino
al funerale della sua e temo sia lo stesso algerino che scrisse
che l’unico problema di cui la filosofia debba preoccuparsi
è il sucidio, questione moralmente superata, dal mio punto di vista, da due concetti
fondamentali:
1) l’esistenza della fotografia
2) l’esistenza della filosofia rigautiana, che vuole un uomo dichiarare con largo anticipo il suo suicidio e mantenere la promessa fatta.
“Questa filosofia”, spiegavo a marta, “non ha discepoli, come puoi ben comprendere, perlomeno
non duraturi, lo capisci” le dicevo questo mentre la moka ronzava sul tappeto dub proposto
dai muratori qui sotto – dei rumeni che parlano benissimo l’italiano
“Cos’è che dura dimmi, questo smalto?” (indica una boccetta di rosso vermiglione
che tiene vicino al piede che sta truccando)
“Nemmeno Kant è durato, la monnalisa cade a pezzi,
dovresti preoccuparti di cose maggiormente vicine a te,
meno evanescenti, lo so che ti piace la parola evanescente,
ma trascurala per un momento, e dai da mangiare al gatto, per esempio”

I fuochi, queste stagioni, gli acidi della fotografia, studiare mapplethorpe,
un ingranditore durst 609 da fotografare, questi i miei propositi
mentre marta mi scavalca sul letto e io penso alla parola Sorbona
prima di tirarmi su le lenzuola fino ai capelli, uomo in rivolta
ansioso di non arrivare a nessuna rivoluzione.



* l’algerino = Albert Camus

ezechiele_by_AlessandroAnsuini


 

Postato da Alessandro Ansuini
22:27 |||

 

 

lunedì, marzo 20, 2006

Ibrida Tour intervention,  5 – 10 aprile  2006 
comunicato stampa:

Free Apn Combo, Camera Mix e Dj Balli intervengono insieme, tra il 5 e il 10 aprile, cinque giorni in quattro nazioni diverse dell’europa di mezzo, Italia, Austria, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca.
Il titolo dell’intervento collettivo è Ibrida, letteralmente come la proposta dei live set che vengono presentati nelle serate che sono tutte diverse tra di loro. La collaborazione tra Apn Combo e Dj Balli Sonic Belligeranza comincia sul finire del 2004, quando viene scoperto che entrambi i progetti conoscono le stesse realtà alternative del mondo underground dell’elettronica e della improvvisazione sperimentale, tra Milano, Bologna, Zurigo, Parigi, Vienna, Roma e Bratislava.

Sul finire del 2005 Camera Mix propone al master di Sonic Belligeranza la nascita di una terza sub label intitolata Trans Belligeranza, sotto la quale potersi muovere in direzioni parallele. Trans Belligeranza è semplicemente un logo di collegamento tra i progetti  Apn Combo/ Camera Mix e
Dj Balli- Sonic Belligeranza.

Il tour nasce dopo una lunga preparazione che si prolunga per quasi un anno. Il suo nome deriva dalle trasformazioni di scenario, audio video e contestuale, che vengono attraversate. Gli strumenti utilizzati nel corso della creazione dello spettacolo sono :
fagotto, clarinetto, piano elettrico Hoberheim, tastiera/sintetizzatore Siel Opera 6,
sintetizzatore Korg MS 10, tarbouka alexandria, basso 4 corde, batteria mancina, chitarra Fender mex, inserimenti vocali e loops analogici, aggiungendo infine i due piatti Vestax e strumentazione lap top di Dj Balli.
 
Le situazioni che vengono attraversate sono:
1) un circolo culturale nella città di Udine, ex magazzino, soffitto molto alto, sala grande, grandi possibilità video e movimento, in collaborazione con la band INTER NOS, che ci accompagna in via eccezionale, essendo la band proveniente dalla zona di Udine.
2) Una galleria d’arte nella Moravia ai confini con la Polonia, Dum Omeni, all’interno di un festival di tre giorni dedicato alla musica contemporanea, al quale partecipano musicisti da Praga e  da Budapest.
3) Un venerdì sera nel teatro occupato della Ekhaus, centro di contro cultura della città di  
Vienna, dove la serata si trasformerà in  after party e performance audio visiva di camera mix al momento della cena e della colazione del giorno dopo tramite diapositive e loops.
      4)  La partecipazione alla giornata di presentazione dei 15 anni della fanzine   cecoslovacca   
            Do   It Yourself ,A-Kontra, insieme ad altri gruppi, nel centro occupato Vrah, vicino alla                                                                                                                            
Città industriale di Roznov Pod Radhostem, nella  Moravia orientale.
      5)   L’ultima occasione è nella città di Bratislava, all’interno del subclub.

Sulle  situazioni  l’entourage agisce sempre anche a livello video tramite la proiezione di filmati ormai di repertorio, essendo il progetto Camera Mix nato per la creazione di colonne sonore e ambientazioni, insieme a  nuove proposte di attualità e all’utilizzo di proiettori diapositive. 

FREE APN COMBO         CAMERA   MIX             DJ BALLI                      
supportati da

Caucaso Produzioni
Smith and La Forgue Independent Press           
http://smithandlaforgue.splinder.com
Sonic Belligeranza                                                        http://belligeranza.c8.com


Postato da Alessandro Ansuini
13:33 |||

 

 

sabato, marzo 18, 2006

Il più bel libro che io abbia mai letto si chiama I POVERI SONO PAZZI, è di Cesare Zavattini, ed è stato scritto nel 1937. Che uno magari pensa che il racconto di David Foster Wallace "la ragazza dai capelli strani" sia moderno, ecco, non ha letto Zavattini. Uno dice Aldo Nove, dice Antonio Koch. Non ha letto Zavattini. Che a volte qualcuno parla di minimalismo, dicendo "ah, carver e il minimalismo, la scuola americana, vengono tutti da lì, DeLillo e Pynchon, Wallace e Auster." E invece, non sanno che Zavattini gli tracciava davanti una linea col gesso, qualcosa come 69 anni fa. 69 è un bel numero. La copia del libro di Zavattini è un dono di Pier Maria Galli, poeta. L'edizione che m'ha donato è del 1941. Le pagine vengono via, la pellicola della copertina è slabbrata, penzolante. Io sono uno che presta libri, cd, a chiunque entri in casa mia. Tutti i miei libri e i miei cd sono a disposizione di chiunque, sono una specie di biblioteca che si dimentica di ricordati che hai qualcosa in prestito.  Tutti i miei libri eccetto "I poveri sono pazzi", che ha 65 anni, ed è vecchio, non può uscire di casa, lo capirete. Ne è permessa la consultazione in casa mia, non più di mezz'ora al giorno. Sono gradite prenotazioni. Al momento lo sta leggendo Enrico Masi, ha cominciato ieri. Se venite, ricordatevi di portare un dono alla casa, cibo, droghe, giornali vecchi, utensili o bicchieri, e se sporcate qualcosa, per favore, pulite. Che è facile dire "madonna che disordine c'è in questa casa" se poi siete le stesse persone che spostano sedie, mangiano caramelle e lasciano le carte sul tavolo, usano scottex e li lasciano sul tavolo, prendono un bicchiere d'acqua e lo lasciano sul tavolo, mangiate cornetti trovati sul tavolo sbriciolando dappertutto, compreso il tavolo, e prima di uscire vi voltate ammonendomi: "puliscila ogni tanto questa casa"

Io ci provo, ma sono da solo, (e pigro) mentre voi siete moltitudini: tenetelo  a mente.

 

 

 

Postato da Alessandro Ansuini
09:44 |||