sabato, maggio 28, 2005

 

Segnalo anche un Venerandi/Datti in Trentino, qui: http://www.quotapoesia.it/

e questo di Asscultpress, qui: http://www.asscultpress.com/a_grandi_falcate_3_4_5_giugno_2005_Pistoia.htm

 

Postato da Alessandro Ansuini
16:22 |||

 

 

domenica, maggio 22, 2005

Postato da Alessandro Ansuini
18:52 |||

 

 

martedì, maggio 10, 2005

APPUNTAMENTI GRATUITI ED INTERESSANTI IN MAGGIO

11 maggio

Università di Lecce
Ore 19:00 Palazzo dei Celestini

Spettacolo teatrale "Shakespeare in love" di e con Andrea Rossetti

Ore 21:00 Esibizione e video-proiezioni del progetto di sperimentazione fonetico-
musicale (inter) sonos

Ore 22:00 Spettacolo poetico-musicale a cura di Gabriele Frasca e Roberto Paci Dalò (Produzione: compagnia Giardini Pensili)
info: info@karpos.org


13 maggio

Dal 13 Maggio al 5 Giugno al Teatro del Navile di Bologna (www.teatrodelnavile.it).
In scena 12 atti unici di giovani e impromettenti autori contemporanei statunitensi.
Andrea Accorsi nella parte di Adolph Hitler ( a pennello!) più e meglio di Bruno Ganz.
info: info@karpos.org


14 maggio

Firenze, Caffè Giubbe Rosse, sabato 14 maggio, ore 17.00, lettura dei figlibbelli con tappeto sonoro di ugo malatacca- ci saranno, per ora, koch, venerandi, quasino, ghezzi, ansuini, mazzetti-
Info: il_ragazzo_immaginario@yahoo.it


20 maggio

Festival del Chiù – Sasso marconi (BO) proiezione di documentario inerente la liberazione di porta lame a seguire Einsturzende Camera (reading sonoro) + Free apn combo
Info: smith_laforgue@yahoo.com


24 Maggio

Alle ore 21, presso l’Associazione Culturale Straripa, in via San Francesco a Ripa, 16 – Roma, le Edizioni del Catalogo e Giulio Perrone Editore presenteranno:
Franco Alvisi, “Primavera Bizantina”, Giulio Perrone Editore, Roma, 2005.
Patrick Karlsen, “Postnovecento”, Edizioni del Catalogo, Roma, 2005.
Lidia Riviello, “Rhum e acqua frizzante”, Giulio Perrone Editore, Roma, 2005.
Info: Gianfranco Franchi – Giulio Perrone
GF www.delcatalogo.com
GP www.giulioperroneditore.it/


26 maggio

Associazione Satura
Genova ore 17
Presentazione del “libro orfano” chiamato Zero da parte del gruppo Karpòs e a seguire reading sonoro Einsturzende Camera che presentano per la prima volta “Torazina, stanza 117 Zorastrian Building
Info: info@karpos.org



27 Maggio


Comune di Medicina Biblioteca Comunale
Assessorato alla Cultura
Per la rassegna
INCHIOSTRO D'AUTORE
PAROLE A MAGGIO
2a edizione
venerdì 27 maggio, ore 21
Sala Auditorium, via Pillio, 1 Medicina

Portano la loro poesia a Medicina:

Alessandro Ansuini, Luca Ariano, Rossella Bonfatti,
Cristiano Brignola, Mimmo Cangiano, Azzurra D'Agostino
Gianfranco Fabbri, Matteo Fantuzzi, Filippo Davoli
Gian Ruggero Manzoni, Stefano Massari, Silvia Molesini
Adriano Napoli, Giovanna Passigato, Giancarlo Sissa

a cura di Giovanna Passigato - Divisione Bassa Padana
info: giovanna.passigato@libero.it

Postato da Alessandro Ansuini
22:42 |||

 

 

sabato, maggio 07, 2005

Domare la giornata e pilotare, come dire, le sequenze del giorno verso una veranda al riparo dal sole, i piedi incrociati e stesi dinanzi – vento che sibila fra i peli degli stinchi, oppure lasciarsi condizionare dagli eventi, assecondarli, entrare nelle scene come a forza, una regola del gioco imprescindibile, entrare e stare e comodamente cambiare le facce, annuire, entrare come un sette vericale, otto lettere a riempire – MANSUETO, per dire, e assumersi la responsabilità di formare il maiale sociale, con la benevola possibilità di poter cambiare maschera, senza dimenticare una discreta progettualità nel divertimento, il sapersi alzare al momento giusto e andare ad occupare spazi dove qualcosa accadrà, selezionare, in ogni scena scanerizzare rapidamente i volti e le posizioni, muoversi con cura, parlare solo dopo aver ascoltato.
Così si ritrovò a camminare sotto al sole bianco come una cagionevole stanza d’ospedale nella sua interezza, la sua pelle pareti, il suo interno camerata di malati assiepati, quasi del tutto immobili.
Camminava nel sole e saliva su un autobus, camminava e nel sole incrociava le persone il cui flusso correva simile a correnti marine lungo i viali e le strade della città, al disordine molecolare collaborava una coscienza esclusiva, una discrepanza, tremendo distacco dall’altro, la paura del diverso, era per questo che le persone entravano le uno dentro alle altre in continuazione, e appena divise ritornavano padroni della propria vastissima solitudine, abbandonati.
Chi ha colpa di essere stato carcerato a vita dentro al proprio corpo? Gli aperitivi continuano a sollevare discussioni e le ragazze con le spalle scoperte lasciano ondeggiare le braccia nel moto assoluto dell’incedere al passeggio, conseguenza divina d’un hevel radicato talmente in fondo da non esser nemmeno avvertito, camminare e ciondolare camminare e camminare senza camminare, la mala immagine non può esser avvertita perché non corrisposta, e sempre riflessa, ciondolare e camminare dentro all’immagine che cammina come un buco nel tessuto d’una spugna che non sa di essere cavità e fu così che spalancò gli occhi dentro gli occhi delle nubi, d’improvviso alzando lo sguardo al cielo e la sera fu annunciata in grande stile, taglio porpora lungo la spessa compattezza di nubi antracite come una fessura, come lo strascico d’un vestito lungo, come una ferita rossa sulla coscia bianca di un bambino.
La sera fu elettronica di intenti, del vino scadente ma procacciato con abilità luciferina, fra gli sguardi e gli anelli sulle labbra, sedie messe in fila fuori e capannelli di persone, tranci di pizza triangolari, vinili, scatoloni di vinili, tende nere e pesanti per accedere alla sala, cospirazioni attorno ad alcuni massacri di letizia e dolcezza insostenibili possibili con qualcuno, trafitture, zanzare elettroniche che sbattono la pancia contro il neon, le prime dita dei piedi a macchiare l’asfalto con la profilerazione delle unghie, gambe accavallate, nella notte dell’ultima sigaretta balcanica, fumata come se si stesse recitando un dramma su una nave che va a fuoco, le vele ampie mammelle di fiamma, un capogiro, una vertigine, qualcosa di simile a un gorgo che mulinando mi chiude nell’occhio della ragazza dove da vicino mi vedo, affondare.

Postato da Alessandro Ansuini
19:27 |||