lunedì, gennaio 31, 2005

Che guarda l'aria gioiosa, gelida tagliatrice di fettine sottili d'aria, cammina attraverso tutto questo, orgogliosa delle tue premure, per essere salva ancora con te, camminando attraverso tutto questo, scatolame e chiodi arrugginiti, batti lancetta sbatti le stupide mani al secondo, per essere salvi insieme, ragni informatici e alcune specie di computer che si mettono incinta a vicenda, il sole ci ha strappato alla terra tirandoci per le radici dei capelli, vivi e vegetali compiamo cerchi fantastici nell'aureola del nostro cranio e sappiamo contare fino a un numero imprecisato di numeri, sabotando la molteplicità con la  leggenda della grande divisione, padre, sei felice di come siamo cresciuti? Lei è una svastica spastica di braccia e gambe e nelle cavità dell'aria fa dipinti, disegna micidiali ingranaggi meccanici, scrive al contrario, sentinella degli spostamenti.
 
D.D. come una carovana di petali che attraversa un fiume -
D.D. nei segnali disturbati, se è vero che chi viaggia è sempre in cerca, cos'è questa cosa che ho trovato?

 

Postato da Alessandro Ansuini
00:21 |||

 

 

sabato, gennaio 29, 2005

 EINSTURZENDE CAMERA AL SALONE DELLA LUNA 28 Gennaio 2005 - di Anonimous Bosch

Alessandro Ansuini (parole e voce), Tommaso Balerna (piano, fagotto e composizione) e Enrico Masi (sintetica e composizione) sono gli Einsturzende Camera Projekt, un progetto che, come da lapalissiana traduzione, mira a decostruire e ad abbattere. testo scritto e testo musicale sono cuciti a maglia in un intreccio sonoro semplice e ambiguo che s'appropria degli spazi vuoti rimanendo perennemente in bilico tra distorsioni tanto improvvise quanto connesse al sentimento del testo e movimenti armonici tipici della musica classica con sfumature quasi infantili. ciò che ne risulta è un un continuo discorso dicotomico tra musica e parole che però si apre al pubbico rendendolo contemporaneamente spettatore, ascoltatore e lettore.
"in zimmer" è  un testo dal carattere semplice e confidenziale che si fa seguire con grande facilità nonostante duri all'incirca venti minuti. diviso a grandi linee in due parti, il brano, di kafkiana ispirazione, si apre in un clima volutamente cupo tra lunghi accordi tenuti e distorsioni ai quali si abbina una lettura lenta e avvolgente e man mano che il testo si evolve e diviene sempre più dialogico, sia nel suo interno che con il pubblico, anche la musica segue, indipendentemente eppure in maniera complementare, un andamento discorsivo in cui fagotto distorsioni e tastiera si parlano e si spiegano e insieme fanno da punteggiatura al testo che sembra scivolare continuamente dal foglio alla voce alle mani, per poi dilagare tra il pubblico.
un progetto che volge definitivamente le spalle alla tradizionale idea di lettura poetica e che trasforma l'aura di distacco tipica della poesia in testo aperto nel quale lo spettatore può aggirarsi liberamente.

Postato da Alessandro Ansuini
23:27 |||

 

 

giovedì, gennaio 27, 2005

 UN SECONDO E MEZZO


Nel giardino davanti alla casa
il plotone d’esecuzione allineò i fucili orizzontalmente e gli elenchi,
diligentemente lasciati fuori dalla porta
vennero giustiziati di spalle.


Dalla finestra osservavo tutte quelle pagine fitte di nomi
che andavano al massacro fra il verde irreale del mattino
sui campi, e in ogni gesto che contenga la sublimazione del dolore.


*


Lungo le navate gli affreschi penzolavano dalle altalene che con moto
di pendolo ci osservavano camminare in fila come bambini
in un collegio di suore.


Io alzavo ogni tanto gli occhi alle volte per ritornare
a formulare tesi di fuga sulle nuche di quello
che occasionalmente mi precedeva per finire a consolarmi
nella procedura che mi comprendeva.


Una colonna di fumo intravista dall’enorme vetrata simulava la scala
che percorrono gli angeli chiamati a raccolta.


*


Autunno.


Fango da portare a passeggio sotto le scarpe.


Le nostre divise stese fra una casa e l’altra come denti di un arcobaleno
in bianco e nero.


Una gerbera ha vomitato al mio passaggio e le margherite, tutte
sghignazzavano come dispetti.


*


Ho visto una poesia aprire la bocca
negli occhi di mia madre che moriva.


L’estate mi fu volgare.


*


Attesi di essere assunto dunque, ad un silenzio di più vasta portata
io che per sette volte di fila
sbagliai a coniugare la parola suicidio
finendo in ospedali bianchi, che odoravano di bianco
con la mia pella bianca distesa lungo le lenzuola bianche
ogni volta deluso dalla confutazione dell’insistenza
dei contorni che non mi ci lasciavano sprofondare.


Di tutti quei dettagli avrei voluto morire, ma non ne trovai uno risolutivo.


*


Smisi di mangiare e del riso dell’idiota feci icona.


Che l’autore resti anonimo.


*


Fu incantevole vedere come i corpi s’accalcavano, come ansiosi
in una verticale floscia e sbilenca, come s’incastravano, l’uno all’altro,
in piramidale convivenza.

Vestiti rossi o bianchi e i volti, ecco cosa, i volti,
alcuni con gli occhi chiusi dell’attesa, altri con vitrei bulbi
spalancati verso il cielo
intonavano lieder severi e rigorosi.


Si stava d’un gelo a comporre, silenziosi, una grandiosa opera di fattura umana.


*


Un secondo e mezzo, il tempo che si prese il bianco
prima di rendermi sacro.

Postato da Alessandro Ansuini
07:24 |||

 

 

mercoledì, gennaio 26, 2005

 

Smog
di Alessandro Ansuini
Recensione di Matteo Fantuzzi
Edizioni Smith & Laforgue Indipendent Press

 

Dall'officina alla fabbrica. Alessandro Ansuini.

"Smog", è un libro piccolo, di 48 pagine, delle edizioni Smith & Laforgue Indipendent Press scritto da Alessandro Ansuini. In libreria non lo troverete, perché è una produzione indipendente, cosa che forse nella vorticosa corsa all'editoria istituzionale di oggi sembrerà a molti stonare. Eppure così è, eppure esiste un movimento che da internet a queste operazioni permette spesso di porre alla ribalta qualità interessanti come appunto in questo libro di Ansuini, che riesce a proporre una densità di immagini, un'ironia e una corporeità nel contempo davvero degne di nota: nella semantica di un'implacabile / continuum era il sole tutto / che avvolgeva e bruciava di colmo contrasto / le bare in viso e i tre uomini / che male interpretarono / il vangelo secondo marco e a risposta sbagliata / furono fuori a issare una croce per me / e per il mio elegantissimo sapere / sono porte che rimangono socchiuse un filo / di vento di luce che passa come una lama / e porta altrove poiché denso è il vano / esserci ma la basculla del tempo / ti prende e ti porta / ti porta e ti prende e nel movimento / t'eclissa il pensarci. Ansuini cerca molto il contatto con la parola, sembra rifarsi con fedeltà nelle intenzioni a quelle linee che vedevano nel linguaggio la necessità fondamentale attraverso la quale fare passare il senso. Ben venga allora questa pubblicazione che scarta l'editoria consacrata, una buona prova coadiuvata dalla giusta decisione di farla conoscere, anche senza folli investimenti.

http://www.paginazero.info

Postato da Alessandro Ansuini
20:44 |||

 

 

lunedì, gennaio 24, 2005

DUE CURIOSITA'

1) In Snow Monkey, un'antologia canadese che esce semestralmente, ovviamente in inglese, mi hanno pubblicato Assenzio, per l'occasione Abs(I)nthe.  Questo è l'indirizzo dove trovate l'indice degli autori raccolti e forse il modo di ordinarla, se vi interessa:

http://www.ravennapress.com/snowmonkey/pages/issues15-16.php

L'avevo capito già nel film di South Park che i canadesi la sapevano lunga.

 2) Deborah Marinacci mi intervista su Speaker's Corner, qui:

 http://rcslibri.corriere.it/speakerscorner/postmoderna15.spm

Postato da Alessandro Ansuini
16:02 |||

 

 

sabato, gennaio 22, 2005

 

La cecità, in questo credo, nelle tremende mancanze, credo che voi esistiate perché non me ne accerto, credo nell’assenza, mi manca poco per essere femmina, e questo mi affascina.

C’è però una preghiera, un modo d’adeguarsi al dramma, come in un evento catastrofico le mani dei bambini appoggiate ai finestrini nelle macchine in fila, in fila nel buio, file di macchine nel buio e le mani dei bambini aperte appoggiate sui finestrini,  una preghiera, un’arte del ripetersi, l’intervento volgare della bellezza, la magia del recidere e dell’incidere, le lame, così ferme così nobili, la mano marmorea nella posa chirurgica, divina, immobile, e il chirurgo che canta e s’apposta nel verde simbolico della stanza operatoria.

Postato da Alessandro Ansuini
17:21 |||

 

 

venerdì, gennaio 21, 2005

INGIUNZIONE - di Antonin Artaud


Del corpo attraverso il corpo con il corpo dal corpo e fino al corpo. La vita, l'anima non nascono che dopo. Non nasceranno più. Tra il corpo e il corpo non c'è nulla ...

Un corpo, niente spirito, niente anima, niente cuore, niente famiglia, niente famiglie d'esseri, niente legioni, niente confraternite, niente partecipazione, niente comunione dei santi, niente angeli, niente esseri, nessuna dialettica, nessuna logica, nessuna sillogistica, nessuna ontologia, nessuna regola, nessun regolamento, nessuna legge, nessun universo, nessuna concezione, nessuna nozione, niente concetti, niente lingua, niente ugola, niente glottide, niente ghiandole, niente corpi tiroidei, nessun organo, niente nervi, niente vene, niente ossa, niente fango, niente cervello, niente midollo, nessuna sessualità, nessun cristo, niente croce, nessuna tomba, niente resurrezioni, niente morte, niente inconscio, niente subconscio, niente sonno, niente sogni, nessuna razza, nessun genere maschile o femminile, nessuna facoltà, nessun principio, nessun atto, nessun fatto.

Nessun avvenire, nessun infinito, nessun problema, nessuna questione, nessuna soluzione, niente cosmo, niente genesi, nessuna credenza, nessuna fede, nessun'idea, nessuna unità. Niente anarchia, niente borghesia, niente partiti, niente classe, niente rivoluzione, niente comunismo, la Rivoluzione, l'anarchia, la
notte, la logomachia, lo ketenor dui / bezui buibela / orbubela/ topeltra, niente analisi, niente sintesi, niente "di dentro", niente riserve, niente essudato, niente sudore, niente ispirazione, niente sospiri, nessun ghetto, nessuna irradiazione, nessuna fisiologia, nessuna classe, nessuna lotta di classe, la Rivoluzione...

Io rinnego il battesimo, la patria, la scienza, il verbo, la letteratura, i rituali, la liturgia, le esperienze, la pedagogia, l'insegnamento, la legge, le leggi, la prova, la salvezza. Non credo al valore della salvezza. Non rinnego la poesia, la musica, la pittura, il teatro, la danza, il canto, la muratura, la falegnameria, l'arte dei fabbro, il lavoro, lo sforzo, il dolore, i fatti, le prove.

Non voglio più vedere i corpi degli uomini mutilarsi nelle guerre e nei massacri, non voglio più vedere corpi di esseri umani imprigionati nei feretri.
 

Postato da Alessandro Ansuini
05:40 |||

 

 

giovedì, gennaio 20, 2005

 

Sta arrivando:

http://disseminazione.splinder.com/

Postato da Alessandro Ansuini
06:12 |||

 

 

sabato, gennaio 15, 2005

THE WINE GLASS COMPANY

Rapite e vendute – chi russa resta solo – per posta o per e mail, i conquistatori dello spazio, scende in pista la regina, cappucetto stretch, piloti a colori, il rosa per l’inverno, pc in tasca, l’uomo scoiattolo, gentleman di polso nel salotto di julia, la tavola, dove la pernice è scappata con la pancetta, dove & quando – Garda che è un piacere, una lacrima sul visone – natural pose, ieri paladine degli animali, adesso star e modelle sfoggiano il prezioso capo, brand design, lusso molto privé – l’ordine in un ufficio è anche una questione di etichetta, tempio boutique, chez moi è tutto un altro eros, funky couture alla giapponese, new tokyo stile, nella capitale nulla è permanente, neanche la topografia, la gente emigra verso i nuovi poli del divertimento, quartieri futuribili, architetture e mode d’avanguardia, istruzioni per l’uso, distruzioni per l’abuso, il capolavoro fantasma, le chiavi delle twin towers ora sono un romanzo, anima soul, le parole sono numeri, una mela è un codice cifrato, ho sempre in mente i muri degli Scrovegni e le stanze di Fra’ Anfelico, il potere del naso, nella tela del dragone – la controrivoluzione vuole demonizzare il piacere erotico con la scusa della pornografia, neopur d’avanguardia, gets a new name, femmes du monde, iniziato con Nietzsche e il nichilismo il 900 non è ancora terminato, entreremo nel futuro solo quando sapremo ridare un senso alla vita, il tempo non esiste, è la matematica dei figli ritardati di dio, qualcosa sta accadendo al clima, l’effetto serra è la teoria più plausibile – non c’è tesi alternativa, iceberg party, a new york una navicella assicura una pausa di riposo a lavoratori stressati – ho sognato di dormire, ero sveglio? Insonnia, stress, ritmi di vita frenetici, le indagini dimostrano che sempre più persone non reggono la fatica e crollano in ufficio, time to celebrate, la ribellione non ha bisogno di programmi, nasce quando non se ne può più, il nuovo modello femminile di hollywood avrà il corpo e la testa di una donna capace di ridere, sdrammatizzare e giocare con la vita, anche se ha passato i quarant’anni – orgasmo di parole e cioccolato – nobili radici danno frutti preziosi, mal di schiena, torcicollo, distorsioni, stiramenti? La vità è più forte di quanto si pensi. Può nascere in luoghi incredibili – l’impero dell’ozio, guerra santa e maledetta, amo le perle, adoro il perlage, dal 1926 brindiamo all’eccellenza, pazzi da slegare, passare per idiota agli occhi di un cretino è arte da finissimo scacchista – spider internet, sos passaporto, voglio uccidere il dolore, libertà di non credere in niente, diavolo di un dollaro, lifting, palestra, tatuaggi, anche il corpo diventa più artificiale, mondo macchina, i primitivi avevano un’arte molto più spontanea e senza bisogno di marketing a sostenerla – sistemi spia dal deserto arabo alla groenlandia, navi e sommergibili in tutti gli oceani, cimici eccellenti, se non hai la certezza che qualcuno ti ascolta abbila che qualcosa ti sta ascoltando e ha registrato, the wine glass company – tre cose da assaggiare assolutamente:
1) una birra stout a berlino
2) una mousse au chocolat al tour d’argent di parigi
3) il primo fiocco di neve dell’anno sulla fifth avenue a manhattan

ed ecco servito il randez vous

Postato da Alessandro Ansuini
03:52 |||

 

 

venerdì, gennaio 14, 2005

Non vorrei spaventarvi ma sappiate che la DISSEMINAZIONE è in arrivo.

 

Postato da Alessandro Ansuini
05:02 |||

 

 

mercoledì, gennaio 12, 2005

Dice Di Canio che il suo braccio alzato verso i tifosi della curva nord non aveva nulla di politico, ma è il gesto con cui i romani erano soliti salutare i cesari. Una sorta di preclassico, per intenderci, come Carmelo Bene.


Diceva Nietchze, invece:
“Non voglio più leggere nessun autore di cui si nota che voleva fare un libro: ma solo quelli i cui pensieri sono diventati casualmente un libro”
Gli sarebbe piaciuto Zero, in questo caso.

Dico io che la sigla di Beautiful era meglio prima, ma in ogni caso non riuscirei a disintossicarmi dal guardare i capelli di Ridge nemmeno se mi Sirchia mi facesse una multa.

Dice il Carlino di Bologna che ieri, verso le tre, in una pizzeria vicino alle due torri, un tipo a cui gli era stato detto di non fumare ha tirato fuori la pistola, e nessuno a quel punto ha avuto più nulla da ridire.

Mi sa che vado a prendere il porto d’armi.

Postato da Alessandro Ansuini
21:25 |||

 

 

martedì, gennaio 11, 2005

 

BACIO LATTEO OSCENO
 
Il corpo, il corpo, l'occhio.
Mettili insieme, metti lei a gambe spalancate, prendi uno sguardo, e hai un piccolo parto, il vagito della nascita del primogenito, la pornografia. Lei scivola sui suoi occhi ha piacere nel dominio - sono bella come una stella matta sono il centro del desiderio, scoppio a piangere nei capillari dei tuoi occhi e mi asciugo le lacrime sulla spugna della tua bramosia.
Non toccare, osso lunare, take a key and lock her up, lock her up, chiusa lontano dalla conquista sta la spoglia di tutto ciò che deve accadere, la scintilla, il desiderio, l'attesa della festa, il sabato del villaggio, cosa importa a D.D. che è un miraggio, non ha rilevanza lei non può essere dimenticata e non si ricorda, cerca attrito, prima camera assoluta, lavacro delle mani prima di distendersi e decidere alcunché, D.D. prende il pene fra i seni lascia scivolare una lumaca di saliva e lo tiene come una madre potrebbe tenere la testa di suo figlio mentre gli asciuga la testa con un asciugamano dopo avergli lavato i capelli con la bocca, e lo bacia, lo bacia e lo sposa al latte osceno e non c'è resa, né offesa, D.D. ride che c'è un angolo che la incuriosisce e vuole andare a vedere, in qualche modo sparire, in qualche modo non andarsene mai, fissa come un'idea, icona come la monnalisa.

Postato da Alessandro Ansuini
16:40 |||

 

 

lunedì, gennaio 10, 2005

RIAPERTURA

Stamattina, gli operai delle Officine Letterarie Ansuini avevano la faccia triste.

In bacheca c'era un annuncio che comunicava che la direzione sta meditando di scomunicare il Papa.

Postato da Alessandro Ansuini
18:23 |||