domenica, ottobre 31, 2004

APPUNTAMENTI

Bene, lasciandoci alle spalle i noisissimi 3d sociologici sono a ricordare qualche appuntamento:

2 Novembre 2004

Esce in tutto il mondo, per la Smith & Laforgue, in tiratura fissata in numero di copie 3, IL VISIONARIO, per festeggiare la ricorrenza dei morti che quest'anno si terrà anche in America.

18 novembre 2004 - ore 20:30 Biblioteva Clandestina Errabonda

IFIGLIBELLI leggono in quel di Livorno. Ospiti a sorpresa. Ricchi premi e cotillons.

A

Postato da Alessandro Ansuini
01:31 |||

 

 

domenica, ottobre 24, 2004

Chiedo scusa per questo 3d sociologico, ma la domanda m'è sorta spontanea. Sono due brevi annotazioni:

1) Guardavo, sull'espresso, una foto dove veniva ripresa una ragazza da dietro, con sulla schiena scritto: ORGOGLIOSA D'ESSERE LESBICA. Mi chiedevo, che cosa c'è da esser orgogliosi in una cosa che, me l'hanno insegnato loro, è naturale? Come avere una maglietta con scritto: ORGOGLIOSO D'ESSER ETERO. Poi uno dice i complessi d'inferiorità - i complessi d'inferiorità da abbattere, ma se te lo porti dentro, il complesso d'inferiorità, o diversità, con chi vuoi prendertela? Spero che i miei amici omosessuali non se la prenderanno per questa annotazione.

2) Un aforisma uscito in una giornata di pigrizia, diceva più o meno così: un omosessuale che vuole sposarsi in chiesa è triste come un animalista che indossa pellicce finte.

A

Postato da Alessandro Ansuini
17:34 |||

 

 

giovedì, ottobre 21, 2004

NEVROROMANTICISMO

Prima di discuterne, guardate il link qui sotto: http://show.supereva.it/jull/nevro.htm?p

Si dichiarano movimento filosofico, addirittura. Insomma, fai un logo, copiaincolla tre frasi dei tuoi libri e hai fondato una dottrina.

Facile no?

A

Postato da Alessandro Ansuini
18:25 |||

 

 

Ciel, mes lettres!

André Beuchat

Postato da Alessandro Ansuini
00:47 |||

 

 

mercoledì, ottobre 20, 2004

Ringrazio dio, enrico ghezzi o chi per lui, che mi mette davanti carmelo bene alle due di notte, che parla di critica. Bastano cinque minuti finali, per far tornare, vent’anni dopo, il dilemma che a tutt’oggi mi lascia con le espressioni dei pesci dinanzi a un critico, occasionale o professionale che sia, che si trova a dover giudicare ad un’opera d’arte i cui nessun altro ha ancora parlato. In realtà, un critico è già di per sé, secondo me, un fallito nel genere che va a criticare.

La questione di fondo, sottolineava Bene, è come mai, uno che dovrebbe parlare di una cosa non si è mai proccupato di farla. Bene prendeva in giro le Canzonette Mortali di raboni, che mi pare sia morto di recente, come tentativo triste di fare poesia. Ora, in qualsiasi campo, ogni persona tiene ad esser giudicata da altra persona che quantomeno, nel campo, sia competente. Altrimenti, come diceva Maradona a mosca, il ciccione che dice di essere giornalista, “Ma se non sei mai sceso su un campo di calcio, di cosa parli?”

La critica manca di quell'attributo peculiare che rende ogni cosa degna d'esser, quantomeno, visto che abbiamo del tempo da perdere, discussa: il fare.

Ma credo che un critico non si sia mai domandato sul significato della parola poesia, e dunque il mio ragionare è rivolto al nulla, e anzi, si interroga su una cosa che già contiene l'implicita risposta. Proprio come la filosofia. Ma questo è un altro piagnisteo.

 

 

A

 

Postato da Alessandro Ansuini
02:35 |||

 

 

sabato, ottobre 16, 2004

SONDAGGIO

Secondo voi, la Hunziker, è sotto ipnosi?

 

Postato da Alessandro Ansuini
21:17 |||

 

 

giovedì, ottobre 14, 2004

Eravamo alla stanza come parole che rimpiccioliscono se allontani lo sguardo, nel letto, coniugati come verbi che cambiano tempo all'interno della stessa frase.

Avere o non avere i vestiti non faceva differenza, e scendevamo pochissimo.

Una vecchia vasca da bagno con i morbidi contorni slabbrati si reggeva sulle zampe di un animale ambiguo, forse un aquila, posta ai piedi del letto, colma di abiti, orologi, ciabatte, rose e altre cianfrusaglie, forse eliotropi.

La natura, all'esterno, era una donna ritardata che non lasciavamo entrare, e contraeva il proprio dolore fino a farne un gemito sottilissimo che penetrava dagli spiragli sottili, forse addirittura nelle pieghe dell'aria, possessore di quell'orrore primordiale, di quella torbida minaccia che hanno i fondali bui dei laghi o una vista dal settimo piano d'un palazzo.

Lei a volte posava per la camera e per me, e forse per il giorno interno, stagliata nella luce come in un dipinto "Il problema di ogni quadro" diceva mentre sfogliava una rivista "e di ogni pittore di conseguenza, è decidere quando il quadro è finito." E si spogliava con meticolosa noncuranza guardando me, rimaneva nuda ed era a suo agio come se fosse sola in una cucina a fumare una sigaretta: la mia presenza era per lei come la presenza di una credenza davanti ad una pianta che inarca la schiena nel sole, la deliziosa capacità della donna, apparire nuda e non essere viziata dagli atteggiamenti maschili che affrontano la nudità con vergogna o con aria particolarmente tronfia, pura come quattordicimila bambini assiepati con una candela in mano a commemorare la morte di altri quattordicimila, s'infilava fra le polverose sciabole di sole che filtravano dalla serranda e veniva a mettersi sotto le coperte.

"Non esiste cosa più noiosa al mondo che ascoltare una persona che ti parla dei suoi viaggi" dissi, celebrando la nostra immobilità, ma "Perché non hai mai ascoltato una cassiera o un consierge, o non hai fatto i viaggi in questione" disse lei, che amava le turbolenze, non voleva mai essere tranquilla,  adorava polemizzare e innervosirsi e poi tranquillizzarsi e comprare un girasole, queste coniugazioni rientravano nei tentativi o nelle possibilità di cambiare i tempi dei verbi all'interno di una frase per vedere come sarebbe potuta venire fuori nelle sue varie sfumature: quei verbi, due, eravamo noi, essere, e sembrare.

Postato da Alessandro Ansuini
00:07 |||

 

 

sabato, ottobre 09, 2004

--- i nomadi psichici ed i corsari neurali stanno partorendo, cancellando gli items, e il canefabbrica che moltiplica i libri negli scaffali delle vostre librerie, ecco che "una rete di informazioni" sta misurando il globo: primitivo e dedicato soprattutto al commercio lascivo, prodighi scambisti di lussuria, non abbiamo bisogno di questo? La rete tuttavia sta funzionando ammirevolmente. Sono stati sparsi lungo il meriggio e il perimetro dei vostri regni della carne tutte le istruzione per sabotare le correnti d’aria, il libro del cuoco anarchico vi è stato iniettato tramite spore foloreali per costruire bombe emozionali che sappiano esplodere senza detriti, gli hideouts a distanza in cui le navi potrebbero essere innaffiate e disperse, il booty commerciato con i lussi e le necessità di un libero corpo. Vivere coscientemente fuori dalla legge per una vita corta ma allegra, virus del lavoro disseminati lungo i barrens, tutti i mezzi di trasporto fermi, solo una musica associata a delle parole con uno sfondo d’immagini langudamente erotiche per tutto il tempo che serve fino al raggiungimento del nowever clockless---

--- quest’infanzia è coperta dal cellophane degli assassins che diffondono paura attraverso i tubi catodici, hanno fondato "una condizione" che consiste nella mercificazione dei vostri regni e nell’abdicazione alla numeralia, piccoli elenchi di numeri partoriti da impianti telematici e nutriti con gli zero e le claustrofobie psichiche, eccovi nell’ade, state camminando attraverso le fauci dell’inferno, strategico invulnerable all'invasione, tu non domandi di entrare, tu sei collegato, batteriafiscale, collegato tramite il flusso delle informazioni degli agenti virali pubblici, alla guerra con tutti i governi e col mandato della banca/nota, dedicato soltanto a chi ha la premura di rimettere ad altri la loro stessa coscienza, come quella di altri peccatori. La tecnologia moderna, culminante nel satellite spia e nel ghiacciolo che non si scioglie, rende questo genere di autonomia un sogno romantico, e nudo. Necessitiamo di liberari i nostri territori, considerando ognuno il proprio corpo come un tempio, vedere i direttori dei telegiornali nudi ----

--- le donne nelle capanne arrugginite hanno i piedi sporchi di fango, offorno i loro ventri per il desìo dei cacciatori che tornano trascinando cervi e otri piene d’acqua, offrono i loro ombelichi ed attorno vi viene stesa una riga di droga estratta dal pianto purissimo, disposta in cerchio attonro al posto dove esse vennero nutrite, e tirata grugnendo fra i chip sottopelle che friggono per l’intensità --- siamo in tensione nel presente nessuno ha mai condannato l’avvenire dell'autonomia, ridotti a una nostalgia per il passato o a una nostalgia per il futuro, oscillando cloudy in una melanconia televisiva, terrore da cecchino, bibbie acide nelle parole delle canzoni di protesta (O.G.M.) vendute al mercato come galline a testa in giù – mosche che compiono rapide volture attorno ad esse, come pensieri di morte o titoli di coda dei film, toccare un tappeto di api con le dita, inventare qualcosa che ci renda liquidi con possibilità di essere chiusi in una bottiglia, omoetilia applicata alla forma --- dobbiamo attendere fino che l'intero mondo si liberi di ogni controllo politico e di ogni legge prima che qualcuno di noi, persino tu, chip in ascolto, nuda fabbrica occupata, regno confinato al regno della mente, possa sostenere di conoscere la libertà? Il ragionamento e l'emozione si uniscono per condannare una tale supposizione blasfema come di suore che si masturbano nei confessionali mentre il padre le assolve. Non si può lottare per che cosa che non si desidera nemmeno; il pensiero del nonlavoro vi germoglia dentro ad ognuno, come il disperdere il seme o lo stupore nel fissare improvvisamente la propria ombra; la filosofia ci insegue, mentre diveniamo un bambino che sgrana la bocca nello stupore; la filosofia vuole renderci simili a lei – essa non si assume il compito della risposta accomodandosi nella profusione della creazione della domanda; essere prima della domanda vuol dire ignorare che si abbia necessità di una risposta; discorsi da paludi del mirtillo mentre qualcuno innesta dna di pesce nelle fragole --- fra breve avremo bisogno di proteggerci, e puri come un americano compreremo le pistole e le terremo in casa come sale

zucchero ---

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Postato da Alessandro Ansuini
02:57 |||

 

 

domenica, ottobre 03, 2004

IDEA PER UN LIBRO DI SUCCESSO (PER CHI VUOLE OTTENERLO)

Prendere dieci scrittori o poeti morti suicidici, che ne so, Hemingway, Rigaut, Plath, Sexton e così via, e fare una sorta di piccolo zoom inventato sui loro ultimi momenti di vita incentrando la motivazione della loro morte, ovviamente, sulla scrittura. Titolo del libro: LA SCRITTURA UCCIDE. Incipit (per davide malesi questo, da copiare subito) Un assassino si aggira, da anni, per le nostre città, mietendo vittime su vittime, impunito: questo assassino è la scrittura.

La Mondadori vi aspetta a braccia aperte.

A

Postato da Alessandro Ansuini
17:29 |||

 

 

sabato, ottobre 02, 2004

ANNOTAZIONE

In uno dei tanti siti internet di scrittura, dove si discuteva di plagio, è curiosamente saltato fuori il mio nome, ed un utente faceva notare come siano cambiati i tempi, un tempo si plagiava Neruda, oggi si plagia Ansuini. Bé, devo dire di essere molto offeso dal paragone con Neruda, di cui apprezzo solo le molte marachelle sessuali, ma che ritengo aver superato poeticamente già a quattordici anni.

Vedi alle volte i punti di vista.

A

Postato da Alessandro Ansuini
17:27 |||