DISCLAIMER
Questo blog non viene utilizzato come un blog, e non rappresenta una testata giornalistica in quanto io scrivo meglio dei giornalisti e la periodicità è un dato del tutto fittizio che non rientra nella mia idea di tempo. Se vi fa piacere, comunque, potete anche considerarlo un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001, e venirmelo a far chiudere. Non me ne frega un cazzo, lo apro da un'altra parte.
A
AVVISTAMENTI D'UFO E PALUDI DEL MIRTILLO
In realtà le giornate sono bambine blu, bambine blu che si sfilano dai girasoli, ognuna un piccolo coriolano. Ma volevo parlare d'altro. Per esempio sto lavorando ferocemente alla stesura d'un testo che avevo in mente da tempo, della lunghezza più o meno della Francia Non Esiste, suddiviso in piccoli capitoli titolati, e dunque sono molto nervoso. Quando sto per scrivere qualcosa divento irascibile, quando comincio a scrivere non posso essere avvicinato. Sarò dunque un individuo socialemente piacevole solo quando metterò la parola fine al Visionario, e il tutto - la tranquillità - durerà un due o tre giorni, poi da capo. Nel frattempo, ho anche trovato il tempo di tentare di allestire uno spettacolo di lettura musicale, con un sintentizzatore, un fagotto, un clarinetto, una chitarra elettrica e forse un basso. Contando anche la voce, sono 6 strumenti, e noi siamo solo in tre. Però abbiamo deciso un giorno fisso per provare, e questa è una buona cosa. Il nome è una cosa un pò complicata, poiché loro, i musicisti, un nome ce l'hanno già, che è EINSTURZENDE CAMERA, al quale verrebbero aggiunte le parole PROGETTO LETTERARIO. Oggi abbiamo provato ed è una cosa un pò surreale, ma sembra venire bene. Al momento proveremo a musicare Us e Favola Nera, poi si vedrà, il bello è che non abbiamo ancora un pezzo pronto però abbiamo una serata già fissata per fine ottobre in un centro sociale anarchico in centro a Bologna, il nome non me lo ricordo, qualcosa in riferimento a Via Nosadella forse, ma potrei sbagliarmi. Comunque, se la cosa andrà in porto, lo sapremo nelle prossime puntate. Di nuovo cos'altro. Baricco ha fatto la parafrasi dell'Iliade che ci facevano fare alle medie e la legge per dodici ore di fila, riscuotendo enormi successi. Devo riconsegnare i libri in biblioteca da tre mesi. Toccafondi mi dice che non mi manda il libro perchè non posso chiedergli di fare un colloquio alle sei del mattino, e chiedendogli di spedirmi il libro, secondo lui, gli sto chiedendo di fare un colloquio alle sei del mattino, ma che c'entra, dico io, e lui dice no, cazzo, le sei del mattino, e mi mette giù.
A
SMITH & lAFORGUE ALLA FESTA DELLA BIRRA DI SASSO MARCONI 25/09/2004
Grazie all'ospitalità degli amici antivivisezionisti, (alcune informazioni le potete trovare qui: www.chiuderemorini@libero.it o www.vitadatopi.com o ancora www.agireora.com) la S & L ha presieduto la serata con un banchettino di libri.
Dato però che gli ubriachi non hanno molta voglia di fermarsi a sforgliare un lugubre libricino posso dire che l'episodio della serata è stato quando sono andato a cercare una penna, e avvicinandomi al primo banco disponibile (che tra l'altro faceva l'etilometro) chi ti incontro? Cattabriga di Wu Ming, che a parte l'esser gentile come al solito mi ha pure riconosciuto, denotando una strepitosa lucidità, per essere una festa della birra.
Ovviamente gli ho rifilato un Toccafondi.
A
DAVIDE MALESI, SE LO CONOSCI LO EVITI, MA LUI NON EVITA TE
Per puro piacere che quando si digiti il suo nome su google si possa osservare cosa è capace di fare e negare quest'uomo, vi mostro un paio di brani, con relative date, che sono certe come la morte, riponendo fede nel vostro giudizio: ognuno si faccia l'idea che vuole.
BRANO DI ZERO (pubblicato ad aprile 2003 su Sf col nome "Mysia Doll prende la laurea)
Le hanno fatto bere del vino, e lei non è abituata - da brava moglie musulmana - e forse nel vino le avevano messo qualcosa, così che non ricorda granché, solo qualche spezzone di immagine, e la mattina dopo in una doccia con un’emorragia rettale e i capelli sporchi di sperma. Era sullo yacht, e sul tavolo della cabina c’era del succo d’arancia e una brioche glassata, e della frutta. Sotto una curva della caraffa di succo d'arancia, il pallido e rassicurante verde vomito dei soldi.
Eh, è la seconda volta che capita, e sempre con lui. La prima facciamo finta che era un caso, ma la seconda, cos'è?
CAMBIO D'INDIRIZZO, ULTIME NOVITA' E ALCUNI RINGRAZIAMENTI
La Smith & Laforgue ha un sito tutto nuovo che potete trovare qui:
Http://smithandlaforgue.splinder.com
La Lectura Dantis di Rossetti alla Rocca dei Bentivoglio a Bazzano, per chi l'ha persa, è stata una magnificenza. Oltretutto che non ne ripeterà più di simili, potete anche cominciare a cercare le riprese audiovisive pirata dell'evento, o disperarvi in eterno.
A livorno, il giorno dopo, è andata molto bene, si cena e mentre si cena c'è un omone a nome Cinelli che parla e e parla, e alla fine c'è un reading. Sono dell'opinione che non sia bello sentir parlare di sè con una zucchina in bocca, ma c'è chi afferma il contrario. Chissà cosa ne penserà Cattabriga (Wu Ming 2), prossimo ospite della Biblioteca Clandestina Errabonda.
Ci terrei a ringraziare per aver fatto sì che le serate abbiano avuto luogo Cinelli stesso, i ragazzi dell'associazione Tentacolo Art Tommy, Enrico, Ricky ed Eugenio per il supporto logistico tecnico alla serata di Rossetti, Artur Scantini che si è fatto il viaggio da Empoli con un cd di Franchi ai energi rotto, che doveva barattare con me con un singolo di celin dion + il gabbiano jonatan livingston, che ho puntualmente dimenticato, Nicola, Enrico, i poeti Luca Papini e Aldo Galeazzi e il chitarrista di cui non ricordo il nome, che si è offerto di accompagnarmi mentre leggevo.
A
UNA PARTITA A SCACCHI
I parnassiani ci assecondarono così prendemmo posto,
e sfogliammo svogliatamente, io e Adam, questa rivista
"Parnasse contemporain",
e questo movimento poetico sorto in Francia
nella seconda metà del secolo decimonono
“Dovremmo osteggiare un sentimentalismo romantico
in difesa di un ideale di pura bellezza estetica?”
Adam aveva dei tratti infantili, uno di questi era
per l’appunto, che faceva domande inoltre
se non gli davi attenzione ti veniva
a cercare e lo divertivano
le cose ripetitive.
“Ascolta” dissi, mettendomi comodo
“Il punto della questione è che se cucini
non lo fai mai per te
anche se sei da solo.”
Cercavo di destabilizzare Adam
ma lui non sorrideva e non indossava
un paio di guanti e nemmeno una collanina
Adam sapeva delle
cose semplici e mi diede dell’imagista.
Ed in effetti, come negarlo, anche io,
a volte, sostenevo che l’essenza della poesia
è l'uso di precise e concrete immagini
che non abbiano la funzione di mera descrizione
ma che creino nel lettore
una suggestione profonda;
Anche il propugnare, inoltre,
la libera scelta di temi e di contenuti
(soprattutto del periodo in cui si vive)
e l'impiego di versi sciolti
da ogni vincolo della metrica tradizionale volti
alla creazione di nuovi ritmi.
“Lasciami dire” disse Adam che nel frattempo
con due dita cercava il cuore del tabacco in una buccia
di mela rinsecchita “Lasciami dire che la cosidetta poesia
confessionale, che ci ha lasciato una manciata di poesie
e due suicidi, nasce da una costola dell’imagismo.
Eppure si inscatolò.
E vogliamo dirla la verità? Non crederai mica
Che la Cina esista sul serio?”
Ovviamente non credevo esistesse la Cina
e sapevo bene che il surrealismo con la sua
scrittura automatica aveva fallito
la vicenda umana ha una bizzarra
innaturale composizione
la solitudine che ne accompagna
la condizione è divisa
composta da due
come le gambe.
Il corpo e il pensiero
albume e tuorlo
si avvinghiano nel guscio umano
e portano avanti in un ossessivo presente
che poi si sforzano di catalogare come
“passato”
o
“futuro”
un'incoerente affermazione e negazione di sé.
“D'altronde, l'unica costante in natura, è il cambiamento.”
Disse Adam servendo il thè con dei biscotti al cacao su cui
aveva preventivamento cosparso un pò di sale e inoltre
aveva raccolto da fuori una strana pianta che
profumava di limone
(me la piantò sotto al naso e per un secondo temetti
fosse ortica)
e la mettemmo nel thè, e nel thè mettemmo i biscotti
e io dissi mentre preparavamo gli scacchi andalusi che
la mente dell'uomo però, geniale proiettore di pensiero
cerca di difendersi con una sacralità di riti, pagani e religiosi.
I gusci umani, le persone, prima di proiettare il proprio corpo
in un viaggio, sono viaggi essi stessi,
che si cercano per turismo
o si cercano per stabilirsi nelle reciproche terre:
il rapporto di coppia
ne è il primo segno di tafferuglio.
“Ma turismo o edilizia sentimentale, la divisione avviene già tempo prima.”
Adam sapeva delle cose semplici teneva sempre per
i più deboli e aveva ragione
la fusione era immaginata, il rapporto sessuale,
una composizione geometrica, a tutti gli effetti
vista da un cane aveva lo stesso significato
del tappo d'una penna che ne chiude la punta.
Adam mosse un cavallo che era una strana giraffa
(gli scacchi andalusi avevano i pezzi indigeni)
e mi mangiò un alfiere, per l’occasione un baffuto
ometto con un elmetto e una scimitarra dicendo:
“A volte l'uomo tenta di sublimarsi
e fossilizzare il suo pensiero al di fuori
Per rendersi simile alla musica
questa divinità che vive priva di gravità
che riconosce solo se stessa
che non ha divisione.”
Perdevo pezzi ma sapevo che l'uomo
si compone, o scrive, e cerca di riprodurre i modelli
con il disegno
ma tutte queste arti una volta palesate,
lasciavano il guscio umano
e entravano nell'enorme corpo che le
aveva solo, in quell’attimo che hai bruciato
richiamate a sé.
Mentre vincevo la partita a scacchi e finivo
di bere il thè tenendo
la tazza sbrecciata con due mani
affermai, pentendomene subito dopo:
“Una poesia cessa di essere tale quando viene letta.”
“Una musica smette si essere musica quando viene ascoltata.”
Disse Adam, che sapeva i nomi delle piante, che sapeva
distinguere gli alberi gli uni dagli altri.
“Un dipinto rappresenta quello che è riflesso nell'occhio di chi lo vede.”
conclusi ed entrambi capimmo
che la poesia non poteva dunque morire per il semplice fatto
di nemmeno esistere e perdemmo la vanità
penetrandoci le nostre reciproche deduzioni
perdemmo la vanità come una verginità
e comprendemmo il rischio
di rimanerne gravidi.
(quel minuto di panico che dura un’attimo
o tutta la vita)
Fuori albeggiava.
Ma sapevamo che era una finzione
l’alba come Beirut o il Santo Graal
Pechino e le slot machine, gli indici di mercato
come Romeo e Giulietta o Katowice
sapevamo e tutt’ora sappiamo
che alla nascita eravamo stati assunti
e nel tempo abbiamo saputo
siamo stati informati
nel corso del viaggio siamo stati nutriti
e ne abbiamo riflettuto.
VANJA E IL DELFINO
Un pomeriggio estivo Vanja capì quello che voleva fare nella vita.
Aveva trent'anni appena e dopo tanto affannarsi e cercare finalmente aveva avuto un'intuizione, gli era stato chiaro nella mente come l'unica cosa che realmente desiderasse, che voleva avere con tutte le sue forze era: ammaestrare un delfino.
Posseduto dal sacro fuoco dell'illuminazione Vanja uscì e andò al supermercato a comprare del salmone, e arrivato alla cassa chiese: "In che reparto sono i delfini?"
La Cassiera gli disse che l'estate era finita.
Così Vanja uscì e andò in libreria e comprò dieci libri sui delfini, e li lesse, uno al giorno.
Ma il suo desiderio non s'appagava così si decise ad uscire di nuovo, e andò allo zoo, e chiese all' Uomo Che Dava Da mangiare Ai Delfini: "Quanto costa un delfino?"
L'uomo Che Dava Da Mangiare Ai Delfini gli disse che costavano troppo, per chiunque.
Ma infondo, lo sospettava. Avere un delfino era una cosa preziosa, e tutti desideravano averne uno.
Così Vanja tornò in libreria e comprò altri dieci libri sui delfini e un atlante.
Lesse tutti e dieci i libri, uno al giorno, e quindi lesse l'atlante, il giorno dopo partì per il Madagascar.
Lì, con un capello di paglia in testa e una paio di pantaloncini color cachi comprò un delfino a diecimila euro.
Felice come non era mai stato, all'idea di possedere finalmente un delfino, Vanja vendette la casa che aveva e ne comprò una in Madagascar, per poterci portare il delfino, e non sottoporlo ad un inutile stress durante il viaggio.
Le cose preziose soffrono il jet lag.
Quando glielo consegnarono lo mise nella vasca da bagno, e decise di chiamarlo Mumu.
Non sapendo cosa dargli da mangiare, al delfino Mumu, nonostante i venti libri letti, pensò che fosse una buona idea dargli, per il momento, delle foglie d'insalata.
Il giorno dopo, nella vasca ormai d'acqua sporca - dove galleggiavano le foglie d'insalata simili a piccoli brandelli di pelle verde - stava il delfino morto.
Vanja pianse.
Fece imbalsamare il delfino e lo mise in una teca in salotto, nella sua nuova casa in Madagascar, e capì che tutti i desideri, una volta realizzati, cessavano di essere, ogni poesia, se veniva letta, cessava di essere tale, e d'altronde l'unica costante della natura era il cambiamento.
Vi rinresco gli appuntamenti Settembrini
15/9 - h: 21.00 Andrea Rossetti legge dalla Rocca di Monteveglio i canti di Dante. Ambientazione suggestiva.
16/9 - he 21: 00 Uno che si fa chiamare Ansuini legge a Livorno Schekeleter & Paris, fresco di stampa FIGLIBELLI
Per info: il_ragazzo_immaginario@yahoo.it
A
Poema della Sete
(Preghiera Blasfema)
Barbari
i barbari hanno calpestato
la quiete
e la sete non trova consolazione
non una goccia d’acqua
*
Fu alla vigilia di un’apocalisse, o di un'esecuzione
che un cane bianco, lungo una strada nera
(qualcuno vi riconobbe la fessura della mente umana)
s’afferrò con le mascelle alla caviglia del bambino
la mia caviglia è un fiore, e cani alle luci
domestici e abbondanti
cani ai cani, e sia fatta una volontà
e così prese inizio, venuto per tutt’altro
finì per osservare
e come ogni osservatore
si fece premuroso nell’acquisizione dei fatti
maturò prospettive e convinzioni, lui:
non scrisse nulla
uccise il domestico
affettando il pacifico
fu giudicato anestetico
*
è morto un fiore
era inodore
*
di dentro sei entrata
sei entrata e hai esaurito
ti sei nutrita
e poi hai saputo
*
le mani bianche sul muro
e dietro le mie
i paesaggi sono morti per te
hanno pianto per te
e tu li hai ignorati
non basterebbe il pianto di sedici milioni di neonati
per farti considerare la luna una mammella oscena
*
la chiesa era fresca e i mosaici del lucernario
ci ritornavano il cristo in una luce irreale
silenzioso come una scolopendra
stava la sua croce come il viso di che guevara
sulle magliette rosse e il prete
teneva il braccio teso e alla fine del braccio una mano
e alla fine della mano un dito che disegnava
l’intonazione dell’omelia
vecchie accartocciate come buste del pane
sgranocchiavano qualcosa di invisibile e annuivano
il cristo continuava a tacere e a osservare
ancora avvolto nell’inverno della sua fraintesa
rivoluzione personale
*
toccami sono il digiuno
*
Hegel e i muezzin erano un’idea e io
chiesi scusa a tutti, soprattutto alle tue mani
alle tue mani che tieni chiuse durante il sonno chiesi scusa
poiché non solo non sapevo la risposta
ma non avevo nemmeno mai ipotizzato
che ci fosse una domanda -
interpreta te interpreta me, micanopia del post notes
struggendo canti insicuri, monosillabici,
i panamericani soffiavano e ondulavano fra le rivoluzioni –
tessevano documentari ed essi tutti lo confesseranno:
"Il futuro non accade mai" ma c'è un sentimento sicuro
una cerniera - interpreta te interpreta me - incontrollabile
violento verde e la pressioni delle mani sulle caviglie chiuse
come stupide canzoni e sì, la tua coperta minuscola scatola
era autunno, voli d'uccelli a mezzanotte, queste sono pallottole professionali
era dunque un sentimento certo, c'era una fila per metterlo dentro,
confondevamo il nemico per paura che si accorgesse delle nostre debolezze
melodrammatici in flute di prosecco scadente, calze rosse da monsignore
chiesi dove tenevamo le diciotto casse di dinamite, stupido come un'idea dimenticata
frasi fatte, case fatte, accuse fatte, piedi d'argilla, il regalo della bocca d'un cavallo
stupide canzoni allineate come formiche, "Dio non parla attraverso le canzoni rock"
era scritto su un muro - dio non parla, monocolo balbuziente,
ha vergogna di te, di me, del gregge di pecore
dell'elio e delle diciotto casse di dinamite buone a stipare i sorrisi
in cumuli di lana, in matasse, a mantenere vivo l’interesse -
i sorrisi del plenilunio e delle correnti -
tu indicasti, con un dito, in alto, verso un pachiderma leggero verso
il dirigibile e dicesti:
"Guarda, è dio" e infinita fu la discussione con i fiori
e le matite e le penne tutte, logorroiche
i muri delle case si piegavano verso di me, una panchina parlò solo francese
tutto il tempo del mio ricovero, e le spiegazioni fornite all’orologio
non potevano bastare così sussurrai
“Smetti di essere così poco originale, sii glorioso, fermati”
e la micanpia ci coinvolse tutti, micanopia da post notes, tipo:
1) ore 19 e 30: lezione di dottrina dal tiglio
2) ricordare l’ assemblea di foglie gialle come zampe d’anatra mozzate
e ricordarsi di dire a loro, a voi, a te e al tuo dirigibile:
“Ragazze, è un destino comune da morti si nutre la terra”
3) ricordare a te che dio non è un dirigibile
e comunque un dirigibile non può avere figli
*
e dunque, riuniamoci tutti nel tempio
che le donne formino un cerchio
e preghiamo:
Cancellami, devastami, polverizza le nostre ossa
madre gestazionale senza orologi
per gli occhi di Bush che legge una storia di caprette
(presidente stanno attacando l’america)
per gli occhi vuoti di bush che continua a leggere una storia di caprette
(presidente ci siamo attaccati?)
per la bandana di Berlusconi
(qualcuno dice che è stata una medicazione per circoncisione)
per tutte le parole scritte e non dette, per i vestiti e le macchine
per le strade e le coltivazioni in serra
per le scimmie che scalano montagne e che vi fanno buchi
per gli allevamenti di mucche e per i fermacapelli d’osso
redimici la pelle abbronzata e strappaci le corde vocali
affettaci, nebulizzaci, ritornaci al silenzio e digerendo
dimentica che siamo avvenuti, resetta ogni azione, ogni gesto
brucia ogni icona e seppellisci la terra di gelo, di sabbia, di fuoco
fa che dell’uomo non restino nemmeno le ossa da esporre
nei musei degli alieni, e infine chiedi perdono anche tu
madre silenziosa, per ogni proteina che nel corso del tempo
ha prodotto il virus umano e l’invenzione della ruota
e infine scegli un coltello, fra le stelle
che sia affilato e incandescente, e alzando gli occhi al nulla
pronuncia tre volte la parola
perdono
perdono
perdono
e ucciditi anche tu
e infine dimenticati
e che lieto ti sia il vuoto.
Plant poetry kills poetry stars
oggi | CONCORRENZA | CameraMix | FORZA
LAVORO | *loading* | TEMPLATE | Artwork @ Bearhunt | RISORSE |




agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
CaucasoMedia
EasyLiving
John Zerzan
Rimbaud
Terry Richardson
Template @ Kira