“Non c’è niente qui.”
“Come?”
“Non c’è niente”
“Guarda meglio.”
“…”
“…”
“Niente. Non c’è niente”
Conversazione fra due vigili urbani
“E’ senz’altro meglio non avere una moglie epilettica
Che scrivere la Terra Desolata, Thomas”
Biglietto di Groucho Marx indirizzato a T.S.Eliot
1
La poesia contemporanea funziona così:
(nel migliore dei casi)
Invece di dire il gatto
Ti ha mangiato la lingua
Diventa
Il gatto si è mangiato la lingua.
2
Le biografie: ha partecipato: ha vinto.
È arrivato secondo.
La poesia non è uno sport, si pratica
Da fermi, e senza muovere nulla.
E sicuramente il poeta non vince mai niente.
3
Il tuo nome sul libro. Quello vuoi.
Che altri con altri nomi sui libri
Dicano
Ci sei anche tu.
Poi c’è una forchetta di critici
Dicono molto preziosa
Che pesca a caso dal piatto di maccheroni.
Ne tira su due.
Loro sono molto contenti.
In fondo erano pieni di sugo.
Li divora.
Li digerisce.
Quando li evacua
Loro esultano.
4
Un problema enorme come l’inquinamento
È il fatto che per scrivere bastano
Un foglio e una penna.
Propongo che un poeta venga riconosciuto tale
Solo se dopo aver scalato una montagna
Riesca a incidere su una pietra levigata i suoi versi.
I suoi lettori dovrebbero fare la stessa fatica
Perlomeno per arrivare
Dove è arrivato lui.
5
Lettura di poesia: un poeta con un foglietto
In mano. Davanti a lui altri dieci poeti.
Seduti, con le gambe accavallate.
Il poeta legge con voce tremante,
con mani tremanti. Che sia maschio
o femmina non importa. Le mani
tremano a tutti.
I poeti che gli sono davanti hanno
Lo sguardo fisso in terra
Verso destra
O verso sinistra.
Alcuni s’accorgono dei tetti, sembra
Li scoprano per la prima volta
Alzando gli occhi al cielo
Trovandoli interessantissimi.
Il poeta finisce di leggere.
Gli altri poeti battono le mani.
Uno di loro si alza, ora tocca a lui.
Il poeta che ha letto si mette seduto.
Si può riconoscere il prossimo che leggerà
Perché durante la lettura
Non guarda in basso a destra
Né a sinistra, né in alto.
Ha un libro aperto in grembo e ripassa.
6
Se non ti piacciono le letture di poesia
Così come sono, organizzane tu.
Invita chi vuoi, scegli gli intermezzi
Che preferisci investi
In effetti speciali e ricordati
Di comprare del vino
E di allestire un buffet.
Potrebbe venire molto bene
Tutti si potrebbero divertire
Alcuni si potrebbero incontrare
E sposarsi, c’è chi dirà che c’era
Un’atmosfera da tomba di Giulietta pronta
Per tutte le parole già dette e per quelle
Ancora da dire. Poi la serata finirà.
Spero che tu ti sia divertito.
Perché domani c’è un’altra lettura
E purtroppo pare sarà piena di poeti
Anche quella.
7
Vuoi essere ricordato da morto.
Hai quest’ansia.
Sai da cosa viene?
Che in realtà vorresti essere
Ricordato da vivo ma
Devi accontentarti.
8
La poesia non esiste. Una mucca
Non la riconosce. Se colpisci
Una mucca con una scultura
Puoi ucciderla.
Ora prova a colpirla con una libro.
Ma mira agli occhi.
9
Mi rimangio quello che ho detto.
Mi sono tagliato un dito
Con un foglio di carta sottilissimo
Su cui avevo scarabocchiato.
10
La poesia contemporanea funziona così:
(nel peggiore dei casi)
Un signore di 43 anni si alza la mattina
Ha sognato qualcosa che gli ha lasciato
Una stranissima sensazione.
Improvvisamente sente il bisogno di condividere
Questa sua sensazione.
Ma i pennelli e la tela costano troppo.
La roccia è difficile da scolpire.
Un pianoforte in soggiorno non ci starebbe.
La pellicola costa carissima e
I sogni non si fotografano.
Prova a parlare con la moglie
Del sogno ma
Le parole gli escono slegate
E lei non ha molto tempo di stare lì
Ad ascoltarlo.
Allora trova un foglio di carta e una penna e
Scrive.
Sa che c’è un esercito di poeti
Là fuori
Pronti ad assumerlo.
Ti parlerò di tre ragazze polacche, una in tailleur, tacchi
E calze color carne (matylda), e altre due infilate
Sotto le coperte (monica e ?) con le loro canottiere bianche acquistate
A Poznam o a Katowice, tre polacche, io e una
Bottiglia di vino, detta così sembra bohemienne
(E proprio di questo volevo parlare, della distorsione
Dei filtri, delle lenti e della percezione, vi vorrei
Spiegare che non vedete nulla, basta una potente
Telecamera giapponese per dimostrare che non ci
Accorgiamo di cosa succede a un palloncino
Pieno d’acqua che rimbalza, o a un bicchiere
Che va in pezzi, gli occhi vedono pochissimo e di quel
Poco mentono la maggior parte e noi e le nostre parole
Striminzite che ci rimbombano nella testa mentre tentiamo
Di parlarci di rassicurarci di accarezzarci noi
Così tremendamente
Separati.)
Detta così sembra qualcosa di diverso come guardare
Una fotografia e credere che sia reale, camera 203, le polacche
Volevano che aprissi per loro una bottiglia di vino
Matylda ciondolava sulle caviglie sottili
Monica mi chiedeva di discoteche e abitudini, in italiano
La terza sonnecchiava nell’angolo lontano
Così simile alle mie endorfine
Volevate la comunicazione?
Eccovi un esercito di morti
Che parla una lingua morta:
Cristo il grido grande e gentile come una margherita balza
dal bordo del letto alla fine del crepuscolo, Mary la pigra
una mattina di domenica inarca la schiena, riceve –
lo abbiamo archiviato lentamente, languidly
nel corridoio - la sala era ampia, e silenziosa.
State vedendo questo
intrattenimento attraverso e attraverso.
Avete visto la vostra nascita,
la vostra vita e la morte; potreste ricordare tutto il resto.
Un riso soffocato dal ferro ha colpito
le nostre guance come un pugno fiacco.
Vuoi uscire di qui?
E dove vuoi andare?
Dall’altro lato del mattino ci sono solo pagodas, templi, mosche,
cravatte, stalattiti
non inseguire
ti prego le nubi disse non inseguire finché la sua fica
lo afferrò come una mano amichevole e calda.
(e di lui non si seppe)
Concentrazione impossibile
(lui non si seppe)
Qui vengono i comedians guardali sorriso oppure
guardarli ballare guardarli gesture al gesture così
deliberatamente asserviti - tutte le parole dissimulate -
le palabras sono rapide le parole assomigliano a bastoni ambulanti
piantale, dalle dei nomi, esse si svilupperanno - guardarli esitare così
flaccidamente davanti a una scelta orto poco domestica, l'Islamico
ha liberato il mio becco al picco delle alimentazioni
la ragazza della O libera il vostro pettine preoccupato, mentendo preoccupata
lei non ha paura, è solo una bambina spaventata, sente l’odore del mio nuovo
collare - prosa arrogante legato in una rete della ricerca fino a se stessa
il relativo rapido
ammettere che i grassi hanno preso in prestito il ritmo
le donne si radunano in cerchio per formare la cassaforte del mondo
per tagliare la vostra gola
la vita è uno scherzo
vostra moglie è in un fossato, tu sei morto,
la stessa barca
qui viene la Capra dell’Anima
stanno facendo uno scherzo nel nostro universo
La poca ibridazione, la diffidenza verso il giardino dell'altro
parabola e discesa: schiumare nella nebbia lasciar
cadere i guanti nella pioggia una pozzanghera sbadigliava
noi tentavamo di nasconderci dalla televisione tutti
scrivevano delle poesie venivano coi loro foglietti
a leggere le loro poesie si schiarivano la voce, tossivano e
sembrava che tutto quello di cui avessero bisogno fosse
leggere le loro poesie davanti ad altri esseri umani anch'essi
in attesa di leggere le loro poesie, posso dirle queste cose perché c'ero
anche io, senza nessuna voglia di leggere le mie poesie ma volevo
capire, volevo vedere, e così vidi, vidi esseri umani che venivano
coi loro foglietti in mano per leggere le loro poesie, e li ascoltai,
li ascoltai lungamente leggere malissimo le loro poesie
e non è colpa di nessuno, leggere poesie con la voce oltre ad essere
un atto insensato è davvero difficilissimo, e quello che volevo vedere
vedevo, gente che non faceva altro che scrivere poesie e veniva
a leggerle, purtroppo:
ma cos'è che voglio dire:
voglio scrivere una poesia che parli di quelli
che scrivono poesie, me compreso:
continuo a mettere i due punti perché il discorso
non finisce mai:
e le regole, nonostante quello che vi diciate
non esistono:
voglio dirvi questo in principio:
che le regole non esistono:
sono solo nella vostra testa:
siete dei vanitosi che leggono malissimo
le loro poesie che non sarebbe nulla
se non fosse che le vostre poesie
sono scritte anche male:
e le mie, e le mie?
Sono scritte male anche le mie,
cosa vi sto dicendo
per parlare di poesia
non serve un critico
o una lettura:
serve scrivere una poesia
e vergognarsi.
I piatti li hai ritirati tu lentamente io ti scivolavo
dalle punte dei capelli cucchiaino a cucchiaino
c'era una bambina che camminava nel sole
con un ombrellino era bianchissima la guardavamo
entrambi sfilare sotto alla finestra nessuno
dei due ha detto niente e lì
si stava facendo poesia
Oziare dentro alle lavagne dei tuoi occhi dove ho scritto
"non smetto mai" poi mi sono vergognato
cos'altro avrei dovuto fare le pieghe delle lenzuola
erano montagne bianchissime chi mai le ha scavalcate ti
taglio il sorriso col coltello la voce di tua madre
è un alfabeto che ti muove le braccia e le dita
e ti spalanchi come un paio di forbici che cadono piatte
i consumatori legati l'un l'altro nel calcolatore
io e te nemmeno vicini che un porco passava vomitando perle
che avevano tutte la faccia di Samuel Beckett
hellzapoppin, speranza, pazienza, nome
devo dar da mangiare al mio nome, ricordarmi
di avere un parere, la linea fiammeggiante dei lampioni che curva verso sinistra
mi fa pensare ad un'ala, alla fine dell'ala tu, che tossisci, e collegato
da sottili sinapsi elettriche a forma di vena camion che trasportano oli esausti
la sensazione del budello delle racchette da tennis, quelle che
sistemi mentre pensi qualcos'altro, si sistemano
le corde e si pensa qualcos'altro, quello è fare
poesia, dio ha dipinto i pesci con pennelli sconosciuti, i tuoi
denti bianchissimi la carta da parati io
persi il significato, una mamma e credevo di aver perso
il coltellino di Fabrizio, me lo aveva dato il padre ero disperato ma ecco
l'ho ritrovato, l'avevo solo messo al sicuro, gli intenti non si commissionano
la volontà è erba disperata che si piega, oppure le 7 e 25 di ieri, diego
armando maradona, i calzini bucati di jerome , le persone sono tutte volenterose
vogliono far innamorare tutti di sé, dicerie sentite
da qualche parte affermano che si compiano degli atti,
accennano a riunioni di gente, di moltissima attenzione,
(ad esempio le vostre letture di poesia o le opere teatrali
che si svolgono quotidianamente in parlamento)
di magazine o televisione, qui
nessuno sa distinguere la pornografia dal proprio cazzo,
non sai cosa sia il tuo cazzo e cosa è quello che vedi
sullo schermo o cosa è quello in cui affondi, non lo distingui
così come non distingui cosa sia scrivere dei segni su un foglio
di carta o una strada piena di neve attraversata da altri segni (passi?)
sbanda la testa nell'aria del millennio è intontita da una gran tramontana
i secoli hanno dita, polpastrelli lentissimi e appiccicosi
quest'estate osserverò le falene sbattere contro
una lampadina in una notte d'agosto che rimarrò da solo,
proverò molta tristezza, per non scomparire, il giorno seguente
ancora un pacchetto di sigarette da comprare,
io non ho un parere sui miei contemporanei perché
non riesco a leggere nulla riesco a malapena a capire
il perché dei numeri, ma solo se condizionato
da una voce che mi rimprovera
odio il perpendicolare l'egitto le sale affollate
l'egitto particolarmente perché non ci sono mai stato
solo ieri sera la tua bocca martellava chiodi e
il papa si affacciava con gli occhi del demonio mentre
Enrico portava tre polaroid a edo bertoglio, quanta cipria
quanti denti e tutti troppo bianchi - le signore adesso che fa caldo
alzano il tono della voce verso sera ho bisogno di stare
in mezzo a degli alberi ho
la necessità di possedere un labirinto osservare
lungamente il verde della campagna bagnato dalla pioggia
mi emoziono coi profumi, insensato come una donna bella
che sa di esserlo e fa finta di non saperlo
ieri sera le tue labbra seppellivano anatre dal collo spezzato sogno
un silenzio irreale che attraversi tutti costati che slacci
tutte le scarpe e disfi tutte le confezioni ma come si fa
a non vedere che la famiglia è la cosa più pericolosa
che esista?
La cattività avrebbe bisogno
di muri in vetro
le vostre trincee spelacchiate
i bachi sono tremendamente pensierosi
e questa poesia non ti svela niente
serve a me
e finisce così:
teoria di sigur ros a canary wharf, scendendo lento
le scale mobili, appena un minuto prima
la rara soddisfazione
di interrompere il flusso di persone tutte prese
in un bivio calcolato,
come una corrente marina

Bene, CameraMix si congeda dopo 5 anni, tira il fiato, dopo cinque anni di vagabondaggio a destra e a manca, ci sono molti progetti in ballo ma personalmente ho proprio bisogno di pulire la camera, dedicarmi al mio gatto e vedere cosa sta succedendo in beautiful. L'ultima volta che l'ho visto Brooke era sposata con Nick, Ridge con Taylor, e mi avevano sostituito Rick (il figlio di Brooke e Eric) con un biondino con la faccia da tonto. Comunque, domani al Ponte di Via Libia ultimo party, ci saranno tutti, anche david bowie. A tout a l'heure mec.
Plant poetry kills poetry stars
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